Roberto Zaltieri ha 62 anni, è nato a Castel Goffredo e gestisce un’attività che sembra uscita da un romanzo di avventure commerciali. Nel 2025 ha fatturato 9,5 milioni di euro comprando e rivendendo merci che non ha mai visto. Il suo segreto? Acquistare pacchi sigillati a peso e rivenderli nello stesso modo, senza mai aprirli.
La sua azienda, Stock Italwear’s, ha stipulato un contratto con Amazon che prevede il ritiro di 200 tonnellate di confezioni sigillate in 12 mesi. Ogni settimana un camion parte per Bruxelles e torna carico di 33 bancali, per un totale di 9.000 chili di pacchi. Si tratta di merce priva di indirizzi dei destinatari: resi, consegne rifiutate, mancati recapiti, articoli obsoleti ed eccedenze di magazzino.
Zaltieri paga circa 3 euro al chilo più Iva, a cui si aggiungono 2.000 euro di trasporto. Ogni spedizione gli costa quindi circa 30.000 euro. La rivendita avviene a 4 euro al chilo, con un ricarico del 33 per cento. I suoi clienti sono grossisti, outlet e ambulanti che acquistano senza sapere cosa stanno comprando. Come spiega l’imprenditore mantovano: “Il 90 per cento di quelli che comprano da me cercano la sorpresa“.
Ma Amazon non è l’unico fornitore di questo singolare commerciante. Zaltieri acquista anche da Zara, Zalando, Carrefour, Coop, Trussardi, Penny Market, Media World, Asics, Bikkembergs, Diadora, Ellesse e dalla catena olandese Action. Svuota i magazzini di aziende che producono calze e intimo come Goldenpoint, Pompea, Twinset, Liabel, Triumph e Leilieve by Manicardi. “Vengo da quel settore, ci entrai per ragioni matrimoniali”, racconta riferendosi al matrimonio con Giuliana Brunello e all’assunzione nell’ingrosso di intimo del suocero a Medole.
Le merci che tratta sono le più varie, con l’unica esclusione del settore alimentare. Elettrodomestici, elettronica di consumo, casalinghi, scarpe, mobili, abbigliamento, cosmetici: la lista è praticamente infinita. Tra le operazioni recenti, un accordo con Kasanova per 1,2 milioni di pezzi e altre 200.000 pentole, per un totale di 120 camion di merce. Da Bizzotto, azienda di arredi, ha ritirato 80.000 pezzi di almeno 20.000 referenze diverse.
Per gestire questi volumi, Zaltieri dispone di 15.000 metri quadrati di magazzino e altri 12.000 in due centri logistici esterni. Quando gli si chiede quanti tipi di oggetti tratta, risponde senza esitazione: “Non li spacchetto mai“. È una questione di principio: aprire i pacchi significherebbe trasformare il suo lavoro in un altro mestiere, quello del “Gratta e vinci”.
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Oltre alle spedizioni settimanali da Bruxelles, Zaltieri partecipa ad aste online di Amazon dove vince il miglior offerente. Si tratta di merci provenienti da Italia, Spagna, Germania, Francia, Slovacchia e Croazia, per altri 8 camion al mese. La composizione dei carichi è sempre la stessa: un terzo di oggetti grandi come lavatrici e frigoriferi, un terzo di dimensioni medie e un terzo piccoli.
Secondo le stime dell’imprenditore, Amazon consegna tra gli 8 e i 10 miliardi di pacchi all’anno nel mondo. Con un tasso di restituzione tra il 5 e il 15 per cento, si parla di almeno 400 milioni di imballi restituiti. “Spenderebbe troppo a scartarli”, spiega Zaltieri, aggiungendo che prima probabilmente venivano bruciati, ma le politiche ambientali hanno cambiato le cose.
Il cliente finale può acquistare i pacchi chiusi di Amazon per cifre che vanno dai 5 ai 20 euro l’uno. Ma non sempre gli affari vanno bene. Zaltieri ricorda con un sorriso amaro l’operazione con Nextcom di Domenico Zambarelli: 120.000 libri in giacenza, dai romanzi di Wilbur Smith ai saggi di Enzo Biagi. Riuscì a venderne solo 40.000 in lotti da 5.000 titoli ciascuno. Gli altri 80.000 volumi finirono regalati a bazar e mercatini del libro a 3 centesimi a copia.
Durante la pandemia, l’imprenditore mantovano importò 20 milioni di mascherine dalla Cina, facendole arrivare in Belgio perché in Italia non si potevano sdoganare. Fu un colpaccio, ma la pandemia ha lasciato strascichi pesanti: “La gente compra solo online”, constata. Ha provato a lanciarsi nel business to consumer ma avrebbe richiesto investimenti troppo elevati. Ha aperto sette outlet da Gorizia a Pescara, ma è stato costretto a chiuderne cinque a causa della guerra in Ucraina, che ha impattato sul 40 per cento del fatturato estero.
Il suo miglior cliente? Roberto Da Crema, alias il Baffo, re delle televendite. Tra i suoi modelli di riferimento ci sono Jeff Bezos, Elon Musk, Michele Ferrero, Mark Zuckerberg e Amancio Ortega, fondatore di Zara. Di tutti e quattro ha letto le biografie.
Nonostante le sfide del mercato moderno, Zaltieri non ha dubbi: “Non si può andare contro il mondo. Ormai tutto gira intorno al web e alla tv. O mi adeguo o chiudo”. Per ora, con la sua ipertensione tenuta a bada dal Micardis e la filosofia del “non aprire mai i pacchi”, continua a far girare tonnellate di merce misteriosa, trasformando l’incertezza in un business milionario.



