Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, i genitori della cosiddetta famiglia nel bosco, sono stati ricevuti oggi a Palazzo Giustiniani dal presidente del Senato Ignazio La Russa. L’incontro, durato poco più di mezz’ora. I due genitori sono arrivati in auto presso l’edificio istituzionale e sono stati accolti dal presidente del Senato per un colloquio privato. Al termine dell’incontro, Catherine Birmingham ha letto una lettera davanti ai giornalisti, prima in inglese e poi tradotta in italiano, mentre le lacrime le rigavano il volto.
“Abbiamo vissuto nel rispetto delle leggi dello Stato e della Costituzione e non abbiamo mai fatto del male ai nostri bambini, non li abbiamo mai privati dei loro bisogni o non abbiamo mai fatto danno ai nostri vicini, al nostro Comune e alla terra in cui viviamo. Siamo sempre stati rispettosi delle leggi e delle regole e non abbiamo mai litigato né mai instillato nei bambini odio e sfiducia nei leader e nelle autorità giudiziarie e istituzionali attorno a noi.
Abbiamo scelto l’Italia perché aveva gli stessi valori che con cui volevamo crescere i nostri bambini e cioè la famiglia, l’amore, lo stare insieme, il vivere e mangiare in maniera naturale e più di tutto un’esistenza piena di amore e pace dove le persone si supportano. Siamo qui per essere ascoltati e per poter tornare a essere di nuovo una famiglia“.
Dalla vita immersa nella natura di Palmoli a un appuntamento istituzionale con il presidente del Senato: per la famiglia nel bosco, il salto è stato anche di guardarobe. Nathan, il padre, aveva manifestato più di una perplessità all’idea di presentarsi in giacca e cravatta, abiti lontani dalle sue abitudini quotidiane. Alla fine, però, la giacca l’ha indossata, rispettando il dress code previsto.
La complessa vicenda legale è ancora tutta da definire. L’inizio è stato lo scorso novembre, a seguito di una segnalazione partita dal personale ospedaliero che aveva preso in cura i bambini per un’intossicazione alimentare. Da quel momento, il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha disposto la sospensione della responsabilità genitoriale per i genitori, giudicando il casolare isolato nei boschi di Palmoli come un contesto abitativo inadeguato per la crescita dei piccoli (due gemelli e un terzo figlio di 6 e 8 anni).
Inizialmente, alla madre era stato permesso di risiedere insieme ai figli all’interno di una casa famiglia a Vasto, poi una nuova ordinanza aveva imposto l’allontanamento della donna dalla struttura, lasciando i minori soli con gli operatori. Ora, un comitato spontaneo manifesterà a Roma il 29 e il 31 marzo.
Le parole di Catherine Birmingham rivelano una visione idealizzata dell’Italia come terra di valori tradizionali e solidarietà umana. La coppia britannica aveva evidentemente individuato nel nostro Paese il luogo ideale per crescere i propri figli secondo principi di naturalità e semplicità, lontano dai ritmi frenetici della vita moderna.
L’incontro con il presidente La Russa è durato all’incirca mezzora e in qualche modo rappresenta un passaggio istituzionale significativo per la vicenda. In tal senso non sono mancate le critiche dall’opposizione.
“Ci auguriamo che, ora che le urne referendarie sono chiuse e lo sciacallaggio può avere fine, abbia la saggezza di spiegare loro che tutti i bambini e le bambine in Italia hanno il diritto insopprimibile di essere istruiti e andare a scuola. Fino a qualche mese fa il Governo tuonava contro chi non manda i propri figli a scuola promettendo loro addirittura il carcere, oggi pare invece che abbiano cambiato idea“, ha detto Elisabetta Piccolotti di AVS. Al termine del faccia a faccia, Catherine e Nathan sono usciti dall’edificio senza rilasciare ulteriori dichiarazioni. La coppia ora attende che la loro richiesta venga presa in considerazione dalle istituzioni competenti.



