Un cittadino di Zenica, Dino Mujanovic, è diventato il protagonista di un caso virale dopo aver pubblicato un annuncio ironico per affittare il proprio balcone in occasione della decisiva sfida playoff tra Bosnia e Italia, in programma questa sera e valida per le qualificazioni ai mondiali 2026 in Canada, Messico, USA. L’abitazione dell’uomo si trova al ventesimo piano di un grattacielo costruito negli anni Settanta che domina letteralmente il terreno di gioco dello stadio Bilino Polje, offrendo una visuale privilegiata sul match. Nonostante la natura provocatoria del post, Mujanovic ha ricevuto proposte di baratto surreali, che spaziano da veicoli fuoristrada a ingenti scorte alimentari per l’inverno (leggasi patate).
Lo stadio di Zenica non è un impianto sportivo qualunque. Sorge su un terreno dal valore simbolico inestimabile, dove nel 1189 il bano Kulin sancì storici accordi commerciali con la Repubblica di Ragusa. In questo contesto quasi sacro per l’identità bosniaca, svetta il condominio di Mujanovic: una struttura di venti piani che funge da “tribuna supplementare” ogni volta che la nazionale o il club locale, il Celik, scendono in campo.
In vista della finale playoff per i Mondiali 2026, la tensione in città è alle stelle. I biglietti sono andati esauriti in poche ore, lasciando migliaia di tifosi a caccia di un buco da cui osservare l’incontro che potrebbe sancire la storica qualificazione bosniaca o la terza, clamorosa esclusione consecutiva degli Azzurri dalla rassegna iridata.
L’idea di Mujanovic era semplice: un post su Instagram in cui offriva il proprio balcone a 500 euro, pacchetto comprensivo di barbecue e bevande. Un’iperbole tipica del tifo balcanico che però è stata presa terribilmente sul serio da centinaia di utenti.
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In un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, il proprietario ha rivelato come il suo telefono sia diventato incandescente, sommerso da notifiche e proposte di ogni genere.
“Le persone mi hanno contattato offrendomi qualsiasi cosa: soldi, una Lada Niva, il fuoristrada russo. Addirittura due tonnellate di pellet per alimentare il riscaldamento. La richiesta più strana è stata un’altra: una tonnellata di patate per il prossimo inverno”.
Sebbene nello stesso edificio esistano appartamenti regolarmente censiti su piattaforme come Booking, che solitamente costano circa 30 euro a notte ma che per martedì sono andati letteralmente a ruba, Mujanovic ha deciso di non cedere alle lusinghe del guadagno facile o del baratto creativo. La sua posizione è rimasta ferma: il balcone non è in vendita.
Per la famiglia Mujanovic, la partita contro l’Italia è un rito collettivo che non può essere mercificato. “Sia la casa che il balcone sono riservati esclusivamente ai miei cari“, ha ribadito, sottolineando come l’intero condominio si trasformerà in una curva verticale. Finestre e balconi saranno affollati da vicini di casa uniti da un unico obiettivo: spingere la Bosnia verso il Mondiale, ricordando magari i fasti del 1972 quando proprio a Zenica il Celik sconfisse la Fiorentina nella finale di Mitropa Cup.
L’atmosfera a Zenica è quella delle grandi occasioni, carica di un sano spirito di sfida, alimentato anche dal caso dell’esultanza di Dimarco per l’eliminazione del Galles. Mujanovic, nonostante l’ospitalità mostrata nel raccontare la sua storia, non ha risparmiato una stoccata sportiva alla delegazione italiana. Secondo il tifoso bosniaco, il fattore campo del Bilino Polje sarà determinante e costringerà l’Italia a un altro amaro verdetto.
Per chi guarderà la partita dal ventesimo piano, tra il fumo del barbecue e l’entusiasmo della famiglia, non c’è Lada Niva o fornitura di patate che tenga: la vista sul sogno mondiale è un patrimonio privato che non ha prezzo.



