A 32 giorni dall’inizio della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran, le forze israelo-americane hanno distrutto un grande deposito di munizioni nella città iraniana di Isfahan. Il presidente Donald Trump ha pubblicato personalmente su Truth Social il video dell’attacco, che mostra una serie di esplosioni consecutive illuminare il cielo notturno.
Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, citando un funzionario statunitense, le forze americane hanno utilizzato un elevato numero di munizioni penetranti da 2.000 libbre per colpire il deposito. Il video privo di didascalia pubblicato da Trump immortala l’intensità dell’attacco, con deflagrazioni che si susseguono nel buio.
L’attacco a Isfahan rappresenta uno dei circa 11.000 obiettivi colpiti dalle forze americane durante il mese di conflitto contro l’Iran. Gli Stati Uniti hanno concentrato le operazioni prevalentemente su siti strategici volti a degradare le capacità offensive del Paese mediorientale.
L’operazione è arrivata poche ore dopo che l’Iran aveva colpito una petroliera kuwaitiana nel porto di Dubai, provocando un incendio a bordo e danni significativi allo scafo. La gigantesca petroliera Al Salmi, a pieno carico al momento dell’incidente, è stata oggetto di quello che i media statali del Kuwait hanno definito “un attacco iraniano diretto e doloso”. L’incidente ha creato il rischio di una fuoriuscita di petrolio nelle acque circostanti, sebbene non si siano registrati feriti tra l’equipaggio.
L’attacco alla petroliera ha avuto immediate ripercussioni sui mercati energetici globali. Il prezzo del petrolio ha registrato un’impennata nelle prime contrattazioni in Asia, con il Brent che è balzato del 2,4% toccando i 115,49 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate ha guadagnato fino al 3,9%, raggiungendo quota 106,86 dollari.
JUST IN: 🇮🇷🇺🇸🇮🇱 Isfahan shaken by massive blasts following U.S.-Israeli strikes. pic.twitter.com/0lTBhJ0b7C
— Donald J Trump Posts TruthSocial (@TruthTrumpPost) March 31, 2026
A Dubai, la caduta di detriti provocata dall’azione della difesa antiaerea ha causato quattro feriti lievi. Le autorità locali sono intervenute per spegnere un incendio in una casa abbandonata nel quartiere di Al Badaa, scatenato dai detriti caduti in seguito all’intercettazione della difesa aerea.
Sul fronte diplomatico, Trump avrebbe comunicato ai suoi consiglieri di essere pronto a mettere fine all’operazione contro l’Iran anche se lo Stretto di Hormuz dovesse restare in gran parte chiuso. Secondo fonti citate dal Wall Street Journal, negli ultimi giorni il presidente e i suoi collaboratori avrebbero stabilito che la missione per sbloccare completamente Hormuz spingerebbe il conflitto oltre la tempistica delle 4-6 settimane inizialmente stabilite. Trump ha fatto sapere che potrebbe concludere la guerra entro le prossime due settimane senza necessariamente liberare lo stretto.
Il blocco dello Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita normalmente circa il 20% del petrolio e del gas naturale liquefatto destinato ai mercati mondiali, ha determinato uno spostamento significativo del traffico marittimo. Il Canale di Panama sta registrando un aumento considerevole di transiti: da una previsione di 34 passaggi giornalieri, si è arrivati a 38-40 navi al giorno nelle ultime due settimane.
Ilya Espino de Marotta, responsabile dell’Autorità del Canale di Panama, ha sottolineato che il canale rappresenta una via sicura e conveniente con i prezzi attuali del carburante, ma ha avvertito che il passaggio di oltre 40 navi al giorno non è sostenibile nel lungo periodo. Il Canale di Panama gestisce normalmente circa il 5% del commercio marittimo mondiale, con Stati Uniti e Cina come maggiori utilizzatori.
Anche il Kuwait ha dichiarato che le sue difese aeree stanno rispondendo ad attacchi ostili con missili e droni, segno che le tensioni nella regione rimangono elevate nonostante le dichiarazioni di Trump sulla possibile conclusione imminente del conflitto.



