L’uso della ricina come espediente narrativo nel cinema e nella televisione ha trasformato questa tossina naturale in uno dei simboli più riconoscibili del delitto perfetto e del bio-terrorismo. La sua popolarità mediatica, culminata con la serie cult Breaking Bad, deriva dalla combinazione tra la sua reale letalità biologica e la difficoltà clinica di diagnosticarne l’avvelenamento in tempi brevi. Da arma per omicidi mirati in contesti di spionaggio a strumento di ricatto geopolitico, la ricina rappresenta oggi il confine sottile tra la precisione scientifica e la suspense del genere thriller.
Il legame più profondo tra questo veleno e la cultura di massa è indubbiamente rappresentato dalla metamorfosi di Walter White. In Breaking Bad, la ricina non è un semplice oggetto, ma un motore della trama che compare sin dalla seconda stagione. Walt, sfruttando le sue competenze da chimico, estrae la proteina dai semi di ricino per eliminare i propri avversari senza lasciare tracce evidenti, poiché i sintomi (vomito, diarrea, insufficienza d’organo) simulano una grave infezione virale.
L’elemento iconico è la sigaretta corretta alla ricina, nascosta dietro una presa elettrica o in un pacchetto di sigarette, che diventa un’arma psicologica prima ancora che fisica. Il momento culminante avviene nel finale di serie, dove la sostanza viene utilizzata per avvelenare Lydia Rodarte-Quayle attraverso una bustina di dolcificante. Questo dettaglio ha impresso nell’immaginario collettivo l’idea della ricina come “morte invisibile”, capace di colpire in un gesto quotidiano come bere una tazza di tè.
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Prima dell’era di Walter White, la ricina era già protagonista di sceneggiature sofisticate. Nel finale della serie Monk, il detective ossessivo-compulsivo Adrian Monk viene quasi ucciso proprio da questa tossina. Anche in E.R. – Medici in prima linea, il veleno è stato utilizzato per costruire casi clinici complessi, evidenziando quanto la medicina d’urgenza fatichi a distinguere un avvelenamento da ricina da una comune patologia gastrointestinale.
Nelle serie procedurali come CSI, NCIS e Law & Order, la sostanza viene spesso presentata come la firma di un “killer intelligente” o di un ecoterrorista. In Designated Survivor e FBI, la narrazione si sposta invece sul piano della sicurezza nazionale, elevando la ricina a minaccia biologica capace di destabilizzare interi governi.
Il cinema e la TV traggono ispirazione da eventi storici reali che sembrano usciti da una spy story. Il caso più celebre è l’omicidio dello scrittore bulgaro Georgi Markov, avvenuto a Londra nel 1978: un agente dei servizi segreti utilizzò un ombrello modificato per iniettare una minuscola sfera di ricina nella gamba dell’uomo mentre aspettava l’autobus.
Questo evento ha alimentato decenni di sceneggiature, incluso il film satirico The Interview, dove la CIA progetta un assassinio tramite un cerotto impregnato di veleno. La cronaca recente ha poi confermato l’attualità del pericolo: nel 2020, una busta contenente tracce di ricina indirizzata all’allora presidente Donald Trump è stata intercettata dai servizi di sicurezza, dimostrando che la realtà continua a rincorrere la finzione narrativa.
Il recente caso di cronaca di Pietracatella rappresenta uno degli episodi più inquietanti legati all’uso di questa tossina, purtroppo non di finzione: Antonella Di Jelsi e sua figlia Sara, di soli 15 anni, sono morte a causa di una somministrazione letale di ricina avvenuta proprio durante le festività natalizie. Inizialmente scambiata per una tragica intossicazione alimentare o un errore dei medici dell’ospedale Cardarelli di Campobasso, la vicenda ha subito una svolta investigativa radicale quando i test tossicologici, condotti in collaborazione con centri d’eccellenza in Svizzera e negli Stati Uniti, hanno rilevato tracce inequivocabili del veleno nel sangue delle vittime.
La Procura ha quindi modificato il capo d’imputazione in duplice omicidio premeditato, trasformando la casa di famiglia in una scena del crimine e spostando le indagini sulla ricerca di un colpevole che avrebbe agito con estrema lucidità e freddezza nel somministrare la sostanza, estratta dai semi di ricino, all’interno delle mura domestiche.



