Una rivelazione inaspettata rischia di aprire un nuovo caso politico nel governo Meloni. Claudia Conte, giornalista e conduttrice televisiva di 34 anni originaria di Cassino, ha confermato l’esistenza di una relazione con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che tra qualche giorno compirà 63 anni ed è sposato con una collega prefetto con cui ha due figlie. Intervistata da Money.it, con una domanda diretta sulle voci circolate negli ultimi mesi, Conte ha risposto con un momento di imbarazzo visibile:
È una cosa che non posso negare, però sono molto riservata nella mia vita privata.
Subito dopo, senza aggiungere ulteriori dettagli, ha spostato la conversazione su altri temi, chiudendo il capitolo personale e riportando l’attenzione sul suo impegno professionale e sociale.
Claudia Conte: “Una relazione con il ministro Piantedosi? Non posso negarla” https://t.co/RK2q2OuS0P
— La Stampa (@LaStampa) April 1, 2026
La conferma arriva dopo mesi di speculazioni alimentate dal sito Dagospia, che si era chiesto pubblicamente come la giovane giornalista fosse riuscita a imperversare tra eventi pubblici e istituzionali, comparendo in foto con ministri e politici, presenziando a cene di gala e diventando persino la presentatrice ufficiale della nave Amerigo Vespucci. Il sito aveva anche evidenziato la sua partecipazione a presentazioni importanti, come quella dedicata ad Aldo Moro nel 2023.
Ma chi è Claudia Conte? Classe 1992, si definisce giornalista, scrittrice, conduttrice e opinionista televisiva. Il suo percorso professionale si muove tra informazione, cultura e impegno sociale, con particolare attenzione ai temi dello sviluppo sostenibile e della responsabilità sociale. Su Instagram vanta 310mila follower e attualmente conduce il programma “La mezz’ora legale” su Rai Radio Uno.
Nel corso della sua carriera, inoltre, ha pubblicato cinque libri, tra cui Dove nascono i silenzi, dedicato al disagio della Generazione Z. Si occupa anche di organizzazione e produzione di eventi insieme a istituzioni ed enti del terzo settore.
Nonostante il percorso professionale articolato, però,Conte ha dichiarato di essere stata oggetto di attacchi personali e critiche sessiste, che spesso hanno superato il piano professionale per spostarsi su quello personale e reputazionale.
Tra le battaglie sociali portate avant, poi, emerge l’impegno contro il disagio giovanile, osservato da vicino attraverso il lavoro nelle scuole.
“Io dico che i ragazzi più problematici spesso non sono stati ascoltati, che non sono stati accompagnati a crescere nel rispetto del prossimo“, ha spiegato, spostando il focus dalla colpa dei giovani alla responsabilità degli adulti e delle agenzie educative.
Un altro tema centrale nel suo lavoro è quello della violenza sulle donne, in particolare nella sua forma economica.
La violenza economica è una forma di controllo. Per rendere le donne libere serve indipendenza finanziaria.
Sul fronte digitale, Conte insiste sulla necessità di un uso più consapevole dei social network:
Il web è considerato un luogo pericoloso, i maggiori reati sono il cyberbullismo e la pedopornografia. Non è tutto il male quello che c’è sulla rete. Ma serve educazione digitale.
Un approccio che punta sull’educazione piuttosto che sulla proibizione, accompagnando i ragazzi nella comprensione degli strumenti tecnologici.
Conte rivendica un percorso autonomo basato su studio, lavoro e costruzione di relazioni professionali, respingendo l’idea che il successo possa essere ricondotto a fattori diversi dal merito. Tuttavia, la sua ammissione sulla relazione con Piantedosi rischia inevitabilmente di scatenare un terremoto politico, con implicazioni che potrebbero rivelarsi pesanti per il governo in una fase già complessa.



