Per il mondo intero e per i registri ufficiali del Regno Unito, il principe Filippo si è spento serenamente per vecchiaia il 9 aprile 2021. Una dicitura che all’epoca apparve del tutto coerente con l’età veneranda del duca di Edimburgo, deceduto nel Castello di Windsor a 99 anni, a soli due mesi dal suo centesimo compleanno. Tuttavia, dietro l’ufficialità della Corona britannica si celava un segreto medico custodito gelosamente per quasi un decennio.
A svelare la reale cartella clinica del principe consorte è una nuova biografia intitolata Queen Elizabeth II: A Personal History, firmata dall’autorevole storico britannico Hugo Vickers. Nel libro emerge una verità sorprendente: Filippo ha convissuto in totale riserbo con un tumore al pancreas inoperabile per otto anni, dal 2013 fino alla sua morte.
Tutto ebbe inizio nel giugno del 2013, quando il principe aveva 91 anni. Durante un ricovero in un ospedale di Londra, i medici individuarono un’anomalia: un’ombra sul suo pancreas e lo avevano operato all’addome. Il responso fu spietato: cancro al pancreas inoperabile. Dopo l’intervento, Filippo si ritirò a Wood Farm, nella tenuta reale di Sandringham, per affrontare la convalescenza.
La diagnosi aveva indotto i vertici di Palazzo e gli addetti ai lavori a credere che il marito della regina Elisabetta non si sarebbe mai più mostrato in vesti ufficiali. Eppure, la tempra d’acciaio che lo ha sempre contraddistinto ebbe la meglio. Sconfisse i pessimisti, sottolineando come il duca tornò incredibilmente ai suoi impegni pubblici già nell’agosto del 2013, pochi mesi dopo la diagnosi infausta. Una dedizione al dovere che si protrasse fino al suo ritiro ufficiale, avvenuto ben quattro anni dopo, nel 2017, alla veneranda età di 96 anni.
La malattia, contro ogni statistica medica legata a questa forma tumorale, rimase in una condizione latente per un periodo eccezionalmente lungo. Negli ultimi anni della sua vita, dopo essersi ritirato dai doveri reali, Filippo trascorse 28 giorni in ospedale a causa di un’infezione non meglio specificata e di un intervento al cuore, prima di spegnersi nella sua residenza.

Il libro di Vickers rivela che il duca non desiderava affatto raggiungere il secolo di vita. Il motivo era una profonda e genuina insofferenza per le celebrazioni pubbliche: non gradiva la confusione che accompagna tali eventi. Già nel gennaio 2021 i media britannici avevano raccontato che il principe non aveva alcuna intenzione di celebrare il traguardo con eccessivi festeggiamenti. All’epoca si diceva anche che la regina, contro la volontà del marito, stava architettando una celebrazione indimenticabile. Filippo beffò tutti andandosene due mesi prima del fatidico traguardo.
Ma i dettagli più intimi e toccanti del resoconto di Vickers riguardano le ultime ore di vita del principe, caratterizzate fino all’ultimo respiro dal suo inconfondibile spirito ribelle e dalla sua gioia di vivere. Eludendo i rigidi controlli medici, il duca decise di concedersi un ultimo, piccolo vizio.
L’ultima notte della sua vita, si è sottratto alle infermiere, ha trascinato i piedi lungo il corridoio con il suo deambulatore, si è preso una birra e l’ha bevuta nella Sala delle Querce. Un gesto di assoluta normalità e autodeterminazione prima del congedo. La mattina seguente, si alzò, fece un bagno, disse di non sentirsi bene e se ne andò in silenzio, racconta lo storico.
Al momento del decesso, tuttavia, la regina Elisabetta II non era al suo capezzale. Un’assenza che ha lasciato un segno profondo nell’animo della sovrana. Secondo quanto riportato da Vickers, la regina ne rimase intimamente infuriata e addolorata, perché, come spesso era accaduto nella vita, se ne era andato senza salutare.
Filippo morì proprio come aveva sempre vissuto, con quella indipendenza ostinata che lo aveva accompagnato per tutta la sua esistenza. Senza clamori, né annunci né addii. Un addio che rispecchiava perfettamente il carattere di un uomo che, anche di fronte alla morte, scelse di rimanere fedele a se stesso fino all’ultimo respiro.



