Roberto Arditti, giornalista, autore e consulente di comunicazione di grande esperienza, è morto presso l’ospedale San Camillo di Roma. I suoi organi saranno donati, come spiegato nel comunicato dell’ospedale.
“La commissione medica nominata dalla direzione dell’ospedale ha confermato lo stato di morte cerebrale del paziente Roberto Arditti. È stato quindi constatato il decesso. I supporti vitali vengono comunque mantenuti, in attesa del trasferimento in sala operatoria per il prelievo degli organi, nel rispetto della volontà donativa espressa in vita dal paziente“.
Il professionista era stato colpito da un arresto cardiaco due giorni fa e le condizioni erano sembrate da subito gravissime, tanto che inizialmente, diverse agenzie di stampa avevano diffuso la notizia del suo decesso.
⚫ È morto Roberto Arditti. I supporti vitali verranno mantenuti attivi dai medici del San Camillo di Roma fino al prelievo degli organi, nel rispetto della volontà espressa in vita dal paziente. La famiglia ha chiesto il massimo rispetto della privacy. Roberto Arditti è stato… pic.twitter.com/fhugks37Yz
— RTL 102.5 (@rtl1025) April 2, 2026
Nato a Lodi il 28 agosto 1965, Roberto Arditti si era laureato in discipline economiche e sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Il suo percorso professionale è iniziato nel mondo delle istituzioni: dal 1987 al 1992 aveva lavorato nel gabinetto del presidente del Senato Giovanni Spadolini, dopo essere stato dirigente della Gioventù Repubblicana.
Il passaggio al giornalismo aveva visto Arditti costruirsi una reputazione trasversale e prestigiosa. È stato direttore delle news di RTL 102.5, autore storico della trasmissione Porta a Porta e direttore de Il Tempo, con cui aveva continuato a collaborare come editorialista anche dopo aver lasciato la direzione. Dal 2018 ricopriva il ruolo di direttore editoriale di Formiche, consolidando ulteriormente la sua presenza nel panorama dell’informazione italiana.
Parallelamente all’attività giornalistica, Arditti aveva sviluppato una solida esperienza nella comunicazione istituzionale e corporate. Durante il secondo governo guidato da Silvio Berlusconi ricoprì l’incarico di portavoce del ministro dell’Interno Claudio Scajola.
Uno dei capitoli più significativi della sua carriera professionale era legato a Expo 2015, il grande evento internazionale ospitato da Milano. Arditti è stato tra i protagonisti della macchina organizzativa dell’esposizione universale, guidandone la strategia di comunicazione in un momento cruciale per l’immagine dell’Italia nel mondo.
Nel campo della consulenza strategica, aveva fondato insieme a Swg la società Kratesis, specializzata in dossier complessi legati a politica, sicurezza e relazioni internazionali. Questa attività ha rappresentato un’ulteriore evoluzione del suo profilo professionale, posizionandolo come punto di riferimento per le strategie comunicative più delicate e articolate. Tra le sue pubblicazioni figurano “Hard Power” con Giubilei Regnani editore e “Piumini e catene. Storie di maranza” scritto insieme ad Alessio Gallicola per Curcio editore, opere che testimoniano il suo interesse per l’analisi politica e per i fenomeni sociali contemporanei.



