Gianmarco Mazzi si trova in questi minuti al Quirinale per il giuramento davanti al presidente Sergio Mattarella, che lo confermerà nuovo ministro del Turismo, subentrando a Giorgia Meloni che ricopriva l’incarico ad interim dopo le dimissioni di Daniela Santanchè. La cerimonia, iniziata alle 10.30, renderà immediatamente operativo l’esponente di Fratelli d’Italia che fino a questo momento aveva ricoperto il ruolo di sottosegretario di Stato al ministero della Cultura con delega allo spettacolo.
Nato a Verona il 1º luglio 1960, Mazzi ha sempre vissuto nella città scaligera, dove ha compiuto studi classici e si è laureato in giurisprudenza all’Università degli Studi di Verona. La sua tesi in diritto amministrativo verteva su un tema che avrebbe anticipato la sua carriera futura: l’intervento pubblico nel campo dello spettacolo fra promozione culturale e mercato.
La sua carriera nell’entertainment inizia nel 1981, quando a soli ventuno anni diventa tra i promotori della Nazionale italiana cantanti, progetto calcistico benefico realizzato insieme a Mogol, Gianni Morandi e Gianluca Pecchini, che coinvolge alcuni dei più celebri interpreti della musica italiana. Dal 1984 si dedica professionalmente ad attività culturali e manageriali nel mondo della televisione e dello spettacolo.
Tra la fine degli anni Ottanta e i primi anni Novanta, Mazzi costruisce una rete di collaborazioni con artisti di primo piano della scena musicale italiana: lavora con i Pooh, Gianni Morandi, Lucio Dalla, Fabrizio De André e Caterina Caselli. Con quest’ultima lancia la carriera di Francesco Baccini, di cui sarà manager per un decennio. Partecipa inoltre alla realizzazione dell’album Dalla/Morandi, una delle collaborazioni più significative della musica italiana.
Dal 1992 cura l’attività artistica e televisiva di Adriano Celentano attraverso il Clan Celentano, un sodalizio che durerà decenni e che Mazzi stesso descrive come la sua famiglia. In particolare, coordina la realizzazione dell’album discografico Mina Celentano e produce diversi programmi televisivi del Molleggiato: per Raiuno realizza Francamente me ne infischio nel 1999, 125 milioni di caz..te nel 2001 e Rockpolitik nel 2005, mentre per Canale 5 produce Rock Economy dall’Arena di Verona nel 2012.
Tra il 1995 e il 1997 ricopre l’incarico di direttore della comunicazione per la CGD East West, etichetta del gruppo Time Warner. La sua attività spazia anche a livello internazionale, collaborando con artisti del calibro di Eros Ramazzotti e Michael Jackson.
Nel 2000 organizza la Partita del Cuore per la pace all’Olimpico di Roma, alla presenza del presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, di Shimon Peres, di Yasser Arafat e di illustri personalità dello sport e dello spettacolo come Pelè, Michael Schumacher e Sean Connery. Nel 2003 si reca a Baghdad insieme alla Croce Rossa Italiana, a Gianni Morandi e a Luca Barbarossa per portare aiuti umanitari. Per questa iniziativa la delegazione riceve il Manforpeace Award, prestigioso riconoscimento dei Nobel per la Pace, consegnato il 28 novembre 2003 in Campidoglio a Roma dal Dalai Lama e da Mikhail Gorbaciov.
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Dal luglio 2003 inizia a occuparsi dell’organizzazione del Festival di Sanremo, affiancando il direttore artistico Tony Renis per l’edizione 2004. L’anno successivo diventa egli stesso direttore artistico della manifestazione canora più importante d’Italia, incarico che ricoprirà nelle edizioni 2005, 2006, 2009, 2010, 2011 e 2012. Successivamente collaborerà anche a SanremoGiovani e alle edizioni del Festival dirette da Amadeus nel 2020, 2021 e 2022.
Nel 2007 collabora con Riccardo Cocciante per promuovere l’opera musicale Giulietta e Romeo che il 1º giugno debutta all’Arena di Verona con dieci rappresentazioni e oltre centomila spettatori. Il sodalizio con Cocciante sarà così forte che nel 2020, quando Mazzi si sposa con una funzionaria del tribunale di Verona dopo ventuno anni di convivenza, il cantautore accetterà di esibirsi in chiesa cantando Io vi benedico, il brano del musical che frate Lorenzo intona per i due innamorati.
Verso gli anni Duemila lavora con Dario Fo, realizzando per Rai1 due eventi: il primo dedicato a San Francesco il 22 giugno 2014, il secondo a Maria Callas il 4 dicembre 2015 con la partecipazione di Paola Cortellesi. La collaborazione con il Premio Nobel prosegue fino alla sua scomparsa. Nel 2016 e 2017, insieme al figlio Jacopo Fo, lavora alla realizzazione di una serie intitolata Dario Fo e Franca Rame, la nostra storia, un affresco lungo quasi un secolo sulla storia del teatro e della società italiana.
Il 30 aprile 2015 viene scelto per organizzare in mondovisione la cerimonia di apertura di Expo 2015 da Piazza del Duomo a Milano, con la partecipazione di Andrea Bocelli, Lang Lang e l’Orchestra della Scala. Nel 2016 organizza una serie di spettacoli televisivi con Zucchero, Mogol, Andrea Bocelli e Massimo Giletti.
Nel 2013 e 2014 segue artisticamente il talent show di Rai2 The Voice of Italy, progetto che riprenderà nel 2020 con The Voice Senior su Rai1, riconfermato nel 2022. Il 1º luglio 2017 realizza il progetto televisivo La notte di Vasco, mentre nell’autunno dello stesso anno lancia SanremoYoung, realizzato nel 2018 e 2019.
Dal 2018 al 2020 collabora nuovamente con Adriano Celentano nel progetto del film in animazione Adrian. Dal 2017 al 2022 ricopre il ruolo di direttore artistico e amministratore delegato della società che all’Arena di Verona gestisce le attività televisive e live all’Anfiteatro.
Mazzi non si definisce un manager né un agente, ma uno chef che confeziona eventi, talvolta con responsabilità autoriali, come racconta in un’intervista a L’Arena. Contestato dal critico musicale del Corriere della Sera Mario Luzzatto Fegiz perché “sceglie cantanti e canzoni senza un’ora di conservatorio alle spalle”, replica: “Neppure un dio della musica come Paul McCartney ha studiato al conservatorio. E Luciano Pavarotti si scriveva le note musicali con un metodo tutto suo. Però sono un istintivo. Capii fin da subito il talento dei Negramaro e di molti altri”.
Il 2 novembre 2022 viene nominato sottosegretario alla Cultura del governo Meloni con delega allo spettacolo, ruolo che ha ricoperto insieme a Lucia Borgonzoni e Vittorio Sgarbi. Nella XIX legislatura della Repubblica Italiana è deputato eletto nella circoscrizione Veneto 2 per il partito Fratelli d’Italia, all’interno della coalizione di centro-destra.



