Nastro, biglietto d’auguri, scatola di cartone decorata. E dentro, un pulcino vivo. È il regalo di Pasqua che la rete di scuole dell’infanzia Kidville – con sedi a Giugliano, Aversa e Cesa, tra le province di Napoli e Caserta – ha pensato di fare ai propri alunni. In totale, sarebbero stati distribuiti circa 200 pulcini nelle diverse sedi dell’istituto. Un’idea che nelle intenzioni della direzione doveva avere una valenza pedagogica, ma che in poche ore si è trasformata in un caso nazionale.
A far esplodere la vicenda è stato il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Francesco Emilio Borrelli, che ha diffuso sui social le immagini degli animali confezionati come souvenir pasquali, dopo essere stato sommerso di segnalazioni da parte di genitori colti di sorpresa. Molti bambini, ignari della fragilità dei pulcini, li avrebbero maneggiati come fossero giocattoli; una volta a casa, le famiglie si sono trovate a dover gestire animali che necessitano di calore costante e cure specifiche, senza alcuna indicazione.
Le critiche più dure sono arrivate dall’attivista Enrico Rizzi, che ha parlato di “vergogna assoluta” e ha preannunciato un esposto alla Procura per detenzione incompatibile con il benessere animale e possibili violazioni sanitarie. Sulla stessa linea la LAV, Lega Anti Vivisezione: l’associazione ha sottolineato come gli animali siano stati acquistati e consegnati senza verificare preventivamente spazi, competenze o capacità delle famiglie di gestirli, anche in prospettiva della loro crescita. La LAV ha anche richiamato le linee guida ministeriali sull’educazione civica, invitando a interrogarsi sul destino dei pulcini una volta esaurito il loro ruolo di simbolo pasquale.
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La Regione Campania è intervenuta rapidamente. I pulcini sono stati recuperati dai Servizi veterinari regionali, sottoposti a controllo sanitario e destinati a una struttura protetta a Caiazzo, nel Casertano, dove saranno accolti in un santuario. Gli assessori Fiorella Zabatta e Andrea Morniroli hanno coordinato l’operazione insieme all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno e alle ASL competenti.
Dalle prime verifiche è emerso che i pulcini erano stati acquistati da un’azienda autorizzata, ma la loro distribuzione in ambito scolastico presenta criticità normative rilevanti: una scuola non è titolata alla detenzione diretta di tali animali senza i requisiti previsti dalla normativa vigente. Il giudizio delle istituzioni regionali è netto: “La scuola è il luogo in cui si formano coscienze e responsabilità, non uno spazio in cui si legittima l’idea che la vita possa essere utilizzata o manipolata. Educare significa trasmettere rispetto, non utilizzare la vita per veicolare messaggi”.
La direzione di Kidville ha pubblicato una nota di scuse, riconoscendo la complessità delle reazioni suscitate. Secondo quanto dichiarato, l’iniziativa nasceva dalla volontà di offrire ai bambini “un’esperienza concreta di cura verso animali simbolo di dolcezza e di vita”. La scuola ha anche annunciato una collaborazione con il santuario per animali liberi Serafino ed i suoi amici, che accoglierà i pulcini garantendo loro condizioni adeguate.
Rimane aperta, però, una questione più ampia che la vicenda ha portato in superficie: come si educa davvero al rispetto degli animali? Regalare una vita senza preavviso, senza preparazione, senza scelta – anche con le migliori intenzioni – rischia di trasmettere esattamente il messaggio opposto a quello che si voleva comunicare.



