Possiamo tirare tutti un sospiro di sollievo per il pericolo scampato. Nei giorni scorsi si erano diffuso notizie allarmanti sul blocco dei bonifici durante il periodo pasquale, collegando i rallentamenti previsti a sedicenti lavori di manutenzione straordinaria. La realtà è molto diversa e decisamente meno preoccupante di quanto raccontato. La Banca d’Italia è intervenuta ufficialmente per fare chiarezza su una questione che si ripresenta ciclicamente: la chiusura riguarda una delle piattaforme usate dalle banche per regolare i trasferimenti in euro e si ripete ogni anno allo stesso modo da 24 anni, in base a una decisione del Consiglio direttivo della BCE presa nel dicembre del 2000. Non si tratta quindi di alcuna manutenzione eccezionale o di eventi imprevisti.
La piattaforma in questione si chiama T2. Si tratta dell’infrastruttura con cui l’Eurosistema regola in tempo reale i pagamenti di grande importo tra banche, operazioni di politica monetaria e altre transazioni collegate ai mercati finanziari. Per il pubblico resta quasi invisibile, ma rappresenta una dorsale fondamentale del sistema finanziario europeo.
La chiusura programmata dal Venerdì Santo al Lunedì di Pasqua è in vigore dal 2002. Tuttavia, è fondamentale comprendere che questo non significa che tutti i pagamenti elettronici si fermino. La sospensione riguarda esclusivamente T2, non l’intera rete dei pagamenti in euro.

Dal 2018 è infatti attiva TIPS, la piattaforma che gestisce i bonifici istantanei, che non subisce alcuna chiusura nel corso dell’anno. Durante i giorni in cui T2 resterà fermo, continueranno quindi a essere disponibili i bonifici istantanei instradati su TIPS, ma anche i giroconti e i bonifici tra conti della stessa banca.
In sintesi, si chiude una piattaforma interbancaria specifica per operazioni di grande importo, non l’intera infrastruttura dei pagamenti digitali. I cittadini potranno continuare a effettuare la maggior parte delle operazioni bancarie quotidiane senza alcun problema, utilizzando i bonifici istantanei o le operazioni interne alla propria banca.
Nessuna preoccupazione, dunque, ma normali procedure che non interferiranno significativamente nelle vite degli utenti.



