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Home » Salute » Scienza » Le foto della Terra scattate da Artemis sono meravigliose (e faranno storia)

Le foto della Terra scattate da Artemis sono meravigliose (e faranno storia)

Gli astronauti di Artemis II catturano la Terra con due aurore simultanee e Venere, queste foto dalla missione lunare che nessuno vedeva dal 1972.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino4 Aprile 2026Aggiornato:4 Aprile 2026
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Foto Artemis
Foto della terra di Artemis (@nasaartemis)

Tra qualche anno vedremo queste immagini con un tuffo al cuore, pensando a quale importanza abbiano avuto per la ricerca scientifica, ma oggi, a poche ore dalla loro diffusione, le foto della Terra scattata durante la missione Artemis II sono semplicemente incantevoli. Gli astronauti a bordo della capsula Orion hanno regalato al mondo istantanee memorabili (mai aggettivo fu più azzeccato). Le fotografie scattate dal comandante Reid Wiseman hanno catturato il nostro pianeta da una prospettiva che nessun essere umano vedeva dal 1972, anno dell’ultima missione lunare Apollo 17.

La foto che più sta conquistando l’attenzione globale ritrae la Terra mentre occulta il Sole dal punto di vista della navicella Integrity. Ma l’immagine nasconde dettagli straordinari che emergono solo a un’osservazione attenta: due aurore simultanee, una posizionata in alto a destra e l’altra in basso a sinistra del disco terrestre, appaiono come bagliori verdi che si librano sopra l’atmosfera.

In basso a destra dell’immagine compare l’alone diffuso della luce zodiacale, un fenomeno prodotto dalla luce solare che illumina il disco di polveri che pervade il piano orbitale del Sistema Solare. Ancora più in basso, il punto luminoso che cattura lo sguardo è il pianeta Venere. Il continente visibile sulla superficie è l’Africa, mentre l’oceano Atlantico domina il centro dell’inquadratura.

La foto è stata scattata con una fotocamera Nikon D5 da uno degli oblò della navicella Orion. L’equipaggio ha in dotazione due Nikon D5 oltre a una Nikon Z9, che verranno utilizzate per riprendere immagini della superficie del lato nascosto della Luna durante il sorvolo previsto per il 6 aprile, utilizzando ottiche da 80-400 mm e da 14-24 mm.

 

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Un post condiviso da NASA (@nasa)

Ottenere questi scatti non è stato semplice come potrebbe sembrare. Wiseman ha dovuto chiedere assistenza al centro di comando della missione a Houston per impostare la messa a fuoco e pulire i finestrini della capsula (c’è poco da fare, la chiarezza prima di tutto)

Oltre alla spettacolare immagine principale, la NASA ha condiviso altre fotografie altrettanto affascinanti: un selfie della navicella Orion, una vista della Terra con la linea del giorno, una composizione che mostra il nostro pianeta incorniciato dall’oblò della capsula e un’immagine di Orion con la Luna sullo sfondo, la destinazione finale del viaggio.

In una delle foto più suggestive, la Terra appare rovesciata rispetto a come siamo abituati a immaginarla, con la penisola iberica e il Sahara Occidentale sulla sinistra e un pezzo di Sudamerica sulla destra. Sabato mattina, ora italiana, l’equipaggio composto dal comandante Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen ha superato metà della distanza che li separa dalla Luna. Il viaggio della capsula Orion, partita giovedì 2 aprile, prevede un percorso di circa 500mila chilometri verso il nostro satellite naturale, attorno al quale è previsto un passaggio orbitale lunedì sera, prima del ritorno sulla Terra.

La capsula sta attualmente viaggiando verso la Luna per inerzia, con il motore spento. La gravità terrestre continua a influenzarne il moto rallentando la capsula, ma senza il rischio di fermarla. All’inizio della prossima settimana Orion entrerà nella sfera d’influenza lunare e tornerà ad accelerare grazie all’attrazione gravitazionale della Luna.

Per compiere il giro attorno al satellite gli astronauti non dovranno intervenire in modo significativo sui controlli, perché sarà la stessa gravità lunare a curvare la traiettoria. Orion passerà dietro alla Luna e sarà poi “lanciata” di nuovo verso la Terra, fino a quando la gravità terrestre sarà sufficiente a farla rientrare nell’atmosfera. Il viaggio complessivo durerà dieci giorni, concludendosi l’11 aprile.

 

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