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Home » Salute » Il cancro si “allea” a un comune antiossidante: la scoperta apre nuovi scenari per le terapie

Il cancro si “allea” a un comune antiossidante: la scoperta apre nuovi scenari per le terapie

Il cancro usa il glutatione come carburante per crescere. Nuovi studi aprono la strada a terapie che bloccano il metabolismo dei tumori.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino7 Aprile 2026
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ricercatrice in laboratorio
Ricercatrice in laboratorio (Unsplash)

La ricerca sul cancro tocca traguardi importanti di giorno in giorno. L’ultima scoperta riguarda il metabolismo delle cellule tumorali. Uno studio rivela che i tumori potrebbero aver trovato un alleato inaspettato nel glutatione, un antiossidante finora considerato esclusivamente benefico per la salute cellulare. Secondo la ricerca, non solo i tumori tollerano questa molecola, ma la utilizzano attivamente come combustibile per alimentare la propria crescita e proliferazione. Tutto questo vuol dire che si può trovare un modo per bloccare l’accesso a questa risorsa possa rappresentare una nuova ed efficace strategia terapeutica.

La ricerca, pubblicata sulla prestigiosa rivista Nature lo scorso 18 marzo, è stata condotta dagli scienziati del Wilmot Cancer Institute dell’Università di Rochester di New York. Il team coordinato da Isaac Harris ha dimostrato come le masse tumorali, spesso costrette a crescere in ambienti poveri di nutrienti, abbiano sviluppato la capacità di “saccheggiare” la dispensa cellulare, scomponendo il glutatione per estrarne energia. Tradizionalmente, il glutatione è noto per la sua funzione protettiva contro i danni ossidativi; tuttavia, i dati raccolti indicano che le cellule maligne ne sono letteralmente dipendenti.

L’indagine ha preso in esame campioni di tumore al seno, analizzando il fluido interstiziale presente all’interno delle masse. I ricercatori hanno riscontrato concentrazioni elevatissime di glutatione, segno inequivocabile di un prelievo attivo da parte del cancro. Attraverso modelli preclinici, gli scienziati sono riusciti a rallentare significativamente lo sviluppo del carcinoma mammario inibendo la capacità delle cellule di processare questa molecola. Sebbene lo studio si sia focalizzato inizialmente sul seno, i dati preliminari suggeriscono che molte altre tipologie di cancro sfruttino lo stesso meccanismo di sostentamento.

ricercatrice con provette
Ricercatrice con provette (Unsplash)

Il ruolo degli antiossidanti nel contesto oncologico si conferma dunque estremamente complesso. Già lo scorso anno, altre ricerche avevano evidenziato come la taurina potesse favorire la progressione della leucemia, delineando un quadro in cui sostanze considerate innocue o salutari vengono letteralmente “dirottate” dalle cellule malate. Isaac Harris sottolinea come sia necessario riconsiderare l’intera gamma di metaboliti utilizzati dai tumori, indagando risorse che finora non erano mai state classificate come possibili fonti di nutrimento per la malattia.

Nonostante la portata della scoperta, gli esperti invitano alla prudenza e chiariscono che questi risultati non devono indurre a evitare il consumo di frutta e verdura. Una dieta equilibrata e ricca di vegetali resta fondamentale per mantenere il sistema immunitario efficiente e ridurre le infiammazioni. Il vero segnale di allerta riguarda piuttosto l’integrazione artificiale. L’assunzione di integratori ad alta concentrazione di glutatione, spesso non regolamentati in modo rigoroso, potrebbe presentare rischi non ancora del tutto compresi, specialmente in presenza di patologie oncologiche silenti o conclamate.

L’obiettivo a lungo termine dei ricercatori di Rochester è ora quello di perfezionare farmaci in grado di colpire selettivamente le proteine che permettono ai tumori di metabolizzare il glutatione. Esistono già molecole sviluppate in passato che potrebbero essere adattate a questo scopo, con la speranza di creare terapie mirate capaci di distruggere le cellule cancerose senza danneggiare quelle sane.

 

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