La cantante gallese Bonnie Tyler, nota per successi iconici degli anni Ottanta come “Total Eclipse of the Heart” e “Holding Out for a Hero”, è morta all’età di 75 anni. L’annuncio è stato diffuso attraverso un comunicato pubblicato sul suo sito ufficiale e sui suoi profili social.
“La famiglia e il team di Bonnie sono affranti nell’annunciare che Bonnie è inaspettatamente deceduta ieri sera in ospedale in Portogallo a causa della malattia per cui era in cura Pubblicheremo presto un’ulteriore dichiarazione ma per ora chiediamo privacy per affrontare questa tragedia“.
La morte della cantante, il cui vero nome era Gaynor Hopkins, arriva dopo mesi di gravi problemi di salute. A maggio Tyler era stata sottoposta a un intervento chirurgico intestinale d’urgenza e successivamente posta in coma indotto. Un aggiornamento del 15 giugno aveva informato i fan che la cantante non era più in coma ma rimaneva “molto malata e in terapia intensiva in ospedale in Portogallo“.
Il suo nome d’arte nacque in modo curioso: sfogliando un giornale, scelse nomi e cognomi che le piacevano fino a trovare la combinazione perfetta. Così Gaynor Hopkins divenne Bonnie Tyler, destinata a conquistare il mondo con una voce inconfondibile.
Tyler balzò alla ribalta negli anni Settanta con brani come “Lost in France” del 1976 e “It’s a Heartache” del 1977. Quest’ultimo vendette 6 milioni di copie e l’album che lo accompagnava raggiunse la Top 3 della classifica country statunitense. Tra i due successi accadde qualcosa che avrebbe cambiato per sempre la sua carriera: un’operazione nel 1977 per rimuovere noduli dalle corde vocali le lasciò una voce rauca e graffiante, simile a quella di Rod Stewart.
La leggenda vuole che quella raucedine caratteristica si sia accentuata quando, contro i consigli medici di riposare per sei settimane dopo l’intervento, Tyler urlò per la frustrazione. Quel timbro ruvido divenne il suo marchio distintivo. Come raccontò in un’intervista cinque anni fa, paragonava se stessa proprio a Rod Stewart per quella qualità vocale unica.
Dopo il successo iniziale, la carriera di Tyler attraversò un periodo difficile. Poi, ebbe la grande fortuna di avvicinarsi a Jim Steinman nel momento giusto. Il produttore e compositore, reduce da due flop consecutivi, aveva qualcosa da dimostrare.
Le canzoni che Steinman presentò a Tyler erano grandiloquenti persino per i suoi standard. “Total Eclipse of the Heart”, pubblicata nel 1983, durava sette minuti, includeva un assolo di organo a canne che sembrava suonato dal Conte Dracula ed era punteggiata da esplosioni che dovevano rappresentare il suono di bombe nucleari. Steinman sosteneva fosse fortemente influenzata da Wagner.
La prima volta che Tyler ascoltò il brano, raccontò nel 2023 di non credere che Steinman glielo avesse davvero dato. La canzone trascorse due settimane al numero uno nel Regno Unito e quattro negli Stati Uniti. Il successo si rivelò impermeabile alle mode e continuò a rientrare nelle classifiche di Gran Bretagna, America, Canada, Francia, Danimarca, Belgio e Ungheria, per non parlare della viralità conquistata attraverso i reels. All’inizio di quest’anno aveva superato un miliardo di stream su Spotify.
Tuttavia, come rivelò la stessa Tyler, essendo stata scritta da qualcun altro, dalla canzone guadagnò “praticamente nulla”. Una beffa per un brano che ha accompagnato generazioni intere e continua a riempire piste da ballo e cabine karaoke in tutto il mondo.
Tyler si avvicinò a replicare quel successo con “Holding Out for a Hero”, un’altra canzone firmata Steinman per la colonna sonora del film “Footloose” del 1984, con Kevin Bacon.
