L’Odissea di Omero è ricca di banchetti epici e cibi straordinari. Dai loti che causano dipendenza sull’Isola dei Mangiatori di Loto alle pozioni magiche della maga Circe, capaci di trasformare gli uomini in maiali, i menu descritti nel poema epico appaiono decisamente esotici. Eppure, la maggior parte delle persone che vivevano nell’Età del Bronzo, il periodo storico in cui è ambientata l’Odissea, seguiva una dieta molto più semplice e nutriente di quanto ci si possa immaginare.
Molti degli alimenti base consumati nel 1200 avanti Cristo si ritrovano ancora oggi nelle diete mediterranee moderne. Per esempio, il vino diluito con acqua era una bevanda fondamentale nell’antica Grecia. Nell’Odissea si trova un riferimento a una miscela di venti parti d’acqua e una di vino, sebbene altre evidenze storiche suggeriscano proporzioni più comuni di tre o quattro parti d’acqua per una di vino. A volte si aggiungevano spezie o miele. La colazione degli antichi greci consisteva talvolta in fette di pane intinte nel vino.
Il miele rappresentava l’unico dolcificante disponibile nell’antica Grecia, dato che lo zucchero non esisteva. Sebbene il dessert non fosse propriamente un concetto dell’epoca, quando le persone cercavano qualcosa di dolce optavano per fichi o formaggio cosparso di miele.

Gli abitanti delle zone costiere e delle isole consumavano grandi quantità di pesce e frutti di mare. Le evidenze archeologiche provenienti dagli insediamenti micenei mostrano che la dieta includeva cernia, spigola e triglia, consumati sia freschi che salati e essiccati per la conservazione.
Pecore e capre erano elementi chiave dell’economia micenea, e il formaggio prodotto con il loro latte era diffusissimo. Nell’Odissea compare una scena in cui i personaggi assistono agli sforzi del Ciclope Polifemo nella stagionatura del formaggio di pecora e capra in ceste di vimini. Secondo il mito, Polifemo fu il primo essere a produrre formaggio.

I fichi erano amati da persone di tutte le classi sociali nella Grecia dell’Età del Bronzo. Nell’Odissea compaiono nei giardini mitici e sulle colline, simboleggiando abbondanza e ricchezza. Secondo la mitologia greca, la dea Demetra donò alberi di fico agli ateniesi mentre piangeva la perdita della figlia Persefone, creando un legame simbolico tra i fichi e la fertilità.
Gli antichi greci consumavano anche molti altri tipi di frutta, dall’uva passa ai datteri, dai melograni all’uva fresca. Anche le verdure erano comuni, e le lenticchie rappresentavano un alimento base della dieta dell’epoca, spesso cucinate in zuppe o servite semplicemente bollite.
Il pane costituiva una parte fondamentale della dieta greca dell’Età del Bronzo. A volte veniva preparato con farina di grano raffinato, e qualche tipo di cereale accompagnava quasi ogni pasto. L’Odissea contiene innumerevoli riferimenti a carne consumata da Ulisse e altri personaggi, principalmente agnello, montone e manzo. Tuttavia, la carne non era affatto comune nell’Età del Bronzo. I bovini erano estremamente costosi e venivano apprezzati soprattutto per la loro capacità di trainare gli aratri piuttosto che per la loro carne.
