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Home » Attualità » Mentana a Cairo: “O La7 cambia o me ne vado. Sono giovane, posso fare altro”

Mentana a Cairo: “O La7 cambia o me ne vado. Sono giovane, posso fare altro”

Mentana lancia un ultimatum a Cairo: o La7 cambia linea editoriale o lascerà la rete. Contratto in scadenza nel 2026, ipotesi Mediaset e Repubblica.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino24 Agosto 2026
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Un perplesso Enrico Mentana
Un perplesso Enrico Mentana (fonte: Huffington Post)

Il futuro di Enrico Mentana a La7 è sempre più incerto. A pochi mesi dalla scadenza del contratto con la rete di Urbano Cairo, fissata per il 31 dicembre 2026, il direttore del Tg La7 ha lanciato un ultimatum chiaro e diretto al suo editore durante un intervento pubblico al festival letterario Una Montagna di Libri a Cortina d’Ampezzo.

Le parole del giornalista non lasciano spazio a interpretazioni ambigue: “Ci sono due possibilità. O La7 si apre per fare qualcosa che possa essere visto da tutti, o penso che posso pure fare altro nella vita. Sono ancora giovane“. Una dichiarazione che arriva in un momento delicato, nell’anno delle elezioni nazionali, quando la celebre Maratona Mentana rappresenta uno degli appuntamenti più seguiti del panorama televisivo italiano.

Il nodo centrale della questione riguarda la linea editoriale della rete. Mentana ha espresso con franchezza il suo disagio per quello che percepisce come uno schieramento politico troppo netto di La7, che a suo avviso non favorirebbe il pluralismo dell’informazione. Puntando il dito, indirettamente, con altri programmi della rete come quello condotto da Lili Grueber, con la quale c’è stata sempre poca simpatia. “A me non fa piacere stare in una situazione in cui parlano soltanto quelli di una parte, non ci sono quelli dell’altra e quando ci sono quelli dell’altra sembrano sceneggiate napoletane“, ha affermato dal palco del festival letterario ampezzano.

Lilli Gruber ed Enrico Mentana
Lilli Gruber ed Enrico Mentana (fonte: CultWeb.it)

Non è la prima volta che il direttore solleva la questione. Già lo scorso giugno, ospite del Festival della Tv di Dogliani, aveva lanciato un avvertimento simile sostenendo che “un elettore del centrodestra non può guardarla sentendosi a casa“. In quella occasione aveva definito La7 come “la nuova Rai3, la tele anti-Meloni“, sottolineando come nei programmi della rete ci fosse sempre “uno che sembra in poltrona e l’altro sui carboni ardenti“.

Dal canto suo, Urbano Cairo ha risposto con pragmatismo alle indiscrezioni sul futuro di Mentana. In occasione della presentazione dei palinsesti di La7 dello scorso luglio, l’editore ha dichiarato a Fanpage che “i contratti vanno fatti“, lasciando intendere che il rinnovo sulla parola non è contemplato e che il destino professionale del direttore è tutto da decidere.

Mentana è alla guida del Tg La7 dal 2010, anno in cui ha dato vita a un format informativo che ha conquistato una fetta importante di pubblico. Le sue maratone elettorali sono diventate un appuntamento imprescindibile per milioni di telespettatori durante le tornate elettorali, caratterizzandosi per la copertura continua e approfondita degli eventi politici.

Nel frattempo, circolano diverse ipotesi sulle possibili alternative professionali per il giornalista. Da mesi si parla di un possibile ritorno a Mediaset, l’azienda dove Mentana ha fondato e diretto il Tg5 dal 1992 al 2004. Pier Silvio Berlusconi ha più volte fatto intendere che le porte sarebbero aperte per un suo rientro. Altre indiscrezioni parlano di un possibile approdo a Repubblica, anche se secondo Il Foglio esisterebbe una clausola di non concorrenza che lo terrebbe fermo per diciotto mesi in caso di fine del rapporto con La7.

Lo stesso Mentana ha però smentito l’esistenza di tale clausola, dichiarando al Foglio a inizio agosto: “Sono una persona che sta in un posto per volta ed è l’unica clausola di non concorrenza che ho con me stesso. Mi è accaduto con la Rai, e con Canale 5. Accadrà ancora“. Il giornalista ha ribadito che onorerà l’impegno fino alla fine di dicembre, come gli è stato “chiesto, pregato di fare, personalmente, da Urbano Cairo“, e che solo dopo deciderà cosa fare.

La questione assume particolare rilevanza proprio nel 2026, anno di elezioni nazionali. La possibilità che la Maratona Mentana, diventata un cult dell’informazione televisiva italiana, possa non andare in onda sulla rete che l’ha vista nascere rappresenterebbe un cambiamento significativo nel panorama mediatico.

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