Un team di scienziati guidato dalla Australian National University ha annunciato la scoperta di tre nuove specie di grandi rettili nelle savane del Queensland settentrionale, finora rimaste sconosciute alla scienza ufficiale. Si tratta di tre varianti di varani di roccia, ribattezzati Varanus umbra, Varanus phosphoros e Varanus iridis, identificati grazie a un’analisi genetica che ha rivelato differenze evolutive profonde, risalenti a milioni di anni fa. Questa scoperta è considerata eccezionale poiché riguarda animali di dimensioni significative che, pur essendo stati avvistati in passato da appassionati locali, erano sempre stati erroneamente classificati come semplici varietà cromatiche di specie già note.
Il ritrovamento, guidato dal ricercatore Stephen Zozaya, ha portato alla luce rettili dalle colorazioni spettacolari che hanno immediatamente catturato l’attenzione della comunità scientifica. Il Varanus umbra, noto come varano di roccia dalla testa arancione, si distingue per la sua colorazione vivace e la capacità di muoversi agilmente tra gli affioramenti rocciosi. Accanto a esso sono stati descritti il Varanus phosphoros, caratterizzato da una testa giallo brillante che sembra quasi “illuminata”, e il Varanus iridis, ribattezzato varano arcobaleno per le sfumature iridescenti della sua pelle.

Questi animali appartengono al genere dei varani (Varanus), lo stesso lignaggio evolutivo del celebre Drago di Komodo, ma presentano adattamenti specifici per la vita nelle aree impervie del Queensland. Per decenni, questi rettili sono rimasti “nascosti in piena vista”: la loro somiglianza superficiale con altre specie aveva portato gli studiosi a sottovalutare la loro unicità, finché i test del DNA non hanno confermato che le tre popolazioni sono separate da un divario genetico molto più ampio di quello che divide specie riconosciute da tempo.
La spedizione scientifica si è inoltrata in territori estremamente selvaggi, caratterizzati da savane aride e formazioni rocciose difficili da raggiungere. Le tre nuove specie sono state documentate in aree considerate inadatte al pascolo del bestiame e troppo impervie per la maggior parte dei veicoli, fattore che ha probabilmente contribuito alla loro conservazione e al ritardo nella loro identificazione formale. La scoperta sottolinea quanto le savane secche del Queensland siano ancora poco studiate rispetto alle più celebri foreste pluviali della regione, rivelando un potenziale di biodiversità ancora tutto da mappare.
Questi affioramenti rocciosi fungono da vere e proprie “isole biologiche”, dove le popolazioni di varani sono rimaste isolate per ere geologiche, evolvendosi in modo indipendente. Secondo gli esperti, il fatto che creature così carismatiche e visibili siano rimaste non descritte fino al 2026 suggerisce che l’Australia settentrionale possa ospitare ancora numerosi segreti naturalistici, pronti a essere svelati da nuove ricerche sul campo e dal contributo della “citizen science”, ovvero le segnalazioni e le foto scattate da semplici escursionisti.
Nonostante la gioia per la scoperta, gli scienziati hanno lanciato un allarme immediato riguardo alla protezione di questi rettili. Esistono già prove preoccupanti che il Varanus phosphoros sia stato oggetto di bracconaggio per il mercato illegale degli animali esotici. La bellezza dei colori e la rarità di queste specie le rendono bersagli ambiti per collezionisti senza scrupoli, una pratica che mette a rischio la sopravvivenza di popolazioni che potrebbero essere numericamente limitate.
Inoltre, il micro-habitat di questi varani è estremamente fragile. Anche il semplice spostamento delle rocce superficiali da parte di visitatori curiosi o collezionisti può distruggere i rifugi naturali utilizzati dai rettili per proteggersi dal calore estremo o dai predatori, rendendo il sito inabitabile. La sfida per il futuro sarà dunque bilanciare la divulgazione scientifica con la necessità di mantenere segrete o protette le coordinate esatte delle popolazioni più vulnerabili, garantendo che queste “nuove” meraviglie dell’evoluzione continuino a popolare le rocce australiane per i secoli a venire.



