Una ricerca condotta dall’Università di Oxford ha rivelato che i ricci europei possiedono un udito straordinario, capace di percepire frequenze ultrasoniche fino a 85.000 hertz. Questa sensibilità acustica, superiore a quella di esseri umani, cani e gatti, apre la strada all’invenzione di dissuasori acustici per auto in grado di allontanare gli animali dalle strade. La scoperta rappresenta una speranza concreta per invertire il declino di una specie ora classificata come “quasi minacciata” a causa dell’altissima mortalità dovuta agli impatti con i veicoli.

Nonostante la loro proverbiale capacità riproduttiva, i ricci stanno scomparendo dalle campagne europee. Circa un terzo dei decessi totali di questi piccoli mammiferi è causato dalle collisioni con le automobili durante i loro lenti spostamenti notturni. Per contrastare questa strage silenziosa, gli scienziati hanno studiato la biologia dell’animale scoprendo un segreto inaspettato: il riccio è un ascoltatore sopraffino.
Attraverso test condotti in un centro di recupero in Danimarca, i ricercatori hanno monitorato l’attività cerebrale degli esemplari esposti a brevi impulsi sonori. I risultati hanno dimostrato che questi animali non solo sentono suoni acutissimi, ma hanno un picco di ricezione intorno ai 45 kHz, una frequenza simile a quella dei fischietti per cani. Approfondendo l’indagine con micro-scansioni TC dei canali uditivi, il team ha notato una somiglianza funzionale sorprendente con l’apparato dei pipistrelli, noti per l’uso degli ultrasuoni per l’ecolocalizzazione.
Il passaggio dalla teoria alla pratica è l’aspetto più promettente della ricerca. L’idea è quella di equipaggiare automobili, ma anche tagliaerba e decespugliatori, altri grandi nemici dei ricci nei giardini privati, con piccoli emettitori di ultrasuoni. Questi dispositivi lancerebbero un segnale d’allarme udibile esclusivamente dai ricci, spingendoli a fermarsi o a cambiare direzione prima di tentare un attraversamento fatale.
La dottoressa Sophie Lund Rasmussen e il professor David Macdonald, coordinatori dello studio, hanno sottolineato come una scoperta puramente biologica stia diventando lo strumento principale per la conservazione della specie. Attualmente, i ricercatori sono alla ricerca di partner nell’industria automobilistica per finanziare i primi prototipi e avviare i test su strada. Se la sperimentazione avrà successo, si potrebbe ridurre drasticamente quel 33% di mortalità che sta portando i ricci verso l’estinzione locale in molte aree del Regno Unito e dell’Europa.
La scoperta solleva nuove e affascinanti domande sul comportamento di questi piccoli insettivori. Se i ricci possono sentire gli ultrasuoni, li usano anche per interagire tra loro? È possibile che utilizzino queste frequenze per individuare le prede nel buio, proprio come fanno i predatori più evoluti? Gli scienziati hanno già iniziato a indagare se le madri e i piccoli comunichino tramite segnali a noi impercettibili.
Salvare il riccio non è solo una questione di affetto verso un animale iconico, ma una necessità ecologica. Come predatori di lumache e insetti, i ricci mantengono l’equilibrio dei nostri giardini e delle aree rurali. L’integrazione di sistemi di sicurezza acustica basati sugli ultrasuoni potrebbe essere la chiave per una convivenza pacifica tra la tecnologia umana e la fauna selvatica, garantendo un futuro a una creatura che cammina sulla Terra da milioni di anni e che oggi rischia di scomparire sotto le nostre ruote.



