Close Menu
  • Ambiente
    • Animali
  • Attualità
  • Cultura
    • Misteri
    • Storia
  • Lifestyle
    • Bellezza
    • Cibo
    • Moda
    • Sesso
    • Viaggi
  • Salute
    • Scienza
  • Spettacolo
  • Sport
  • Web
CultWeb.it
  • Ambiente
    • Animali
  • Attualità
  • Cultura
    • Misteri
    • Storia
  • Lifestyle
    • Bellezza
    • Cibo
    • Moda
    • Sesso
    • Viaggi
  • Salute
    • Scienza
  • Spettacolo
  • Sport
  • Web
CultWeb.it
Home » Ambiente » Animali » Cosa sono le scarpette delle fate che tutti i puledri hanno alla nascita?

Cosa sono le scarpette delle fate che tutti i puledri hanno alla nascita?

Hai mai visto i piedi di un puledro appena nato? Si chiamano scarpette delle fate e servono a proteggere la mamma. Ecco come funzionano.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino12 Febbraio 2026
Facebook WhatsApp Twitter Telegram
un puledrino
un puledro (fonte: Unsplash)

La nascita di un puledro è un evento quasi miracoloso, ma chi ha la fortuna di assistervi da vicino potrebbe notare un dettaglio bizzarro e quasi alieno sulle zampe del neonato. Quelle che comunemente vengono chiamate “scarpette delle fate” sono formazioni morbide e sfrangiate che ricoprono gli zoccoli appena formati. Sebbene il nome richiami un mondo magico, la loro funzione è puramente biologica e fondamentale per la sopravvivenza della madre durante la gravidanza.

Tecnicamente queste strutture sono note come eponichio o capsule decidue. Poiché i cavalli sono animali “precursori”, ovvero capaci di alzarsi e correre pochi minuti dopo il parto, i loro zoccoli devono essere già formati e resistenti nel grembo materno. Senza questa protezione gommosa, le estremità dure e affilate del puledro potrebbero causare gravissime lesioni interne all’utero della cavalla durante i movimenti del feto o al momento dell’espulsione. L’eponichio avvolge quindi lo zoccolo come un guanto protettivo, rendendolo innocuo e soffice al tatto.

un puledro e la sua mamma
un puledro e la sua mamma (fonte: Unspash)

L’aspetto di queste “scarpette” cambia drasticamente non appena il puledro tocca terra. Inizialmente simili a una massa gelatinosa o a delle dita carnose che si protendono verso l’esterno, iniziano a seccarsi e a consumarsi quasi istantaneamente a contatto con l’aria e con il suolo. Questo tessuto è estremamente sensibile e idratato, ma la sua missione termina nel momento esatto in cui il piccolo inizia a muovere i primi passi.

Mentre il puledro impara a stare in equilibrio, lo sfregamento con il terreno e l’ossigenazione dell’ambiente esterno avviano un processo di indurimento della cheratina. Nel giro di poche ore o al massimo un paio di giorni, le scarpette delle fate scompaiono completamente, lasciando spazio allo zoccolo solido e robusto che tutti conosciamo. Questo meccanismo naturale è uno dei più affascinanti esempi di adattamento evolutivo, progettato per garantire che la prole sia pronta alla fuga immediata dai predatori senza però compromettere la salute della genitrice.

Condividi. Facebook WhatsApp Twitter Telegram Email

Potrebbero interessarti anche

Un uomo anziano con il suo cane

Bonus animali domestici 2026: fino a 300€ per il veterinario, ma solo per gli over 65 (con requisiti precisi)

12 Febbraio 2026
Uomo che coccola il suo gatto

Parli con il tuo gatto? Non c’è motivo di smettere: fa benissimo a lui e a te

11 Febbraio 2026
Rana australiana

In Australia le rane hanno le loro spa: le hanno curate dai funghi (ripopolando gli stagni)

11 Febbraio 2026
Facebook X (Twitter) Instagram
  • Home
  • Chi siamo
  • Staff e redazione
  • Contatti
  • Disclaimer
  • Cookie Policy
  • Privacy Policy
© 2026 CultWeb.it proprietà di Digital Dreams s.r.l. - Partita IVA: 11885930963 - Sede legale: Via Alberico Albricci 8, 20122 Milano Italy - [email protected] | Foto Credits: DepositPhotos

Questo blog non è una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001

Digita qui sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.