I polpi usano i tentacoli per esplorare, cacciare e persino prendersi cura della prole. Ma la scoperta più sorprendente è che riescono a “gustare” il mondo con il tatto: letteralmente assaggiano ciò che toccano. Una nuova ricerca condotta da scienziati dell’Università di Harvard ha dimostrato che i polpi riescono a distinguere tra prede buone, uova sane e oggetti da ignorare grazie a segnali chimici emessi dai microbi presenti sulle superfici. È proprio grazie a questa capacità che riescono a decidere quali uova vale la pena proteggere e quali invece scartare. Non c’entra la crudeltà, in natura è piuttosto frequente che gli animali tendano a privilegiare solo le creature che riescano a sopravvivere.
Il polpo californiano a due macchie (Octopus bimaculoides) è stato al centro di uno studio in cui i ricercatori hanno isolato quasi 300 tipi diversi di batteri prelevati da superfici fondamentali per la sua vita: gusci di granchi, uova curate e uova abbandonate. È emerso che i batteri presenti su cibo in decomposizione o su uova compromesse emettono molecole capaci di attivare recettori sensoriali specifici sulle braccia del polpo. Questi recettori, chiamati chemotactile receptors, inviano segnali direttamente al sistema nervoso, influenzando in tempo reale il comportamento dell’animale: se il messaggio è negativo, il polpo scarta l’oggetto, se invece è positivo, si prende cura dell’uovo o cattura la preda.

Le uova sane curate dalla madre polpo hanno un equilibrio batterico stabile. Quelle rifiutate o danneggiate, invece, sono ricoperte da una crescita anomala di batteri a forma di spirale. Quando i ricercatori hanno offerto a polpi in fase di cova delle false uova contaminate da questi batteri, gli animali hanno subito smesso di curarle, riconoscendole come “cattive”.
Questo processo avviene grazie al fatto che i microbi sono come piccole fabbriche chimiche: raccolgono informazioni dall’ambiente, come la temperatura o la disponibilità di nutrienti, e producono molecole che diventano segnali per il polpo. Si tratta di un meccanismo evolutivo molto raffinato, che mostra come la comunicazione tra organismi viventi e microbi sia fondamentale per la sopravvivenza.



