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Home » Ambiente » Animali » I cani piangono davvero? La risposta della scienza che ogni padrone dovrebbe conoscere

I cani piangono davvero? La risposta della scienza che ogni padrone dovrebbe conoscere

I cani non piangono per tristezza: scopri perché i loro occhi lacrimano e come interpretare gemiti e lamenti per capire davvero le loro emozioni.
RedazioneDi Redazione15 Marzo 2026
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un cane triste
un cane triste (FreePik)

Sebbene i cani producano lacrime per lubrificare e proteggere il bulbo oculare, non piangono per motivi emotivi come gli esseri umani. Le secrezioni acquose che si notano nei loro occhi hanno scopi puramente biologici o medici, mentre i sentimenti di tristezza e dolore vengono manifestati attraverso lamenti e precisi segnali del corpo. È dunque fondamentale distinguere tra una reazione fisica dell’occhio e la reale comunicazione affettiva del proprio animale domestico.

Nell’essere umano, il pianto è una risposta psicologica complessa a stati di gioia, stress o dolore. Nel mondo canino, invece, la produzione di liquido lacrimale serve esclusivamente a mantenere l’occhio pulito e umettato. Se si nota che il proprio cane ha gli occhi eccessivamente lucidi o che “lacrima”, non bisogna interpretarlo come un segno di tristezza, ma piuttosto come un campanello d’allarme per potenziali problematiche fisiche.

L’eccessiva lacrimazione può essere causata da allergie, infezioni come la congiuntivite, o la presenza di corpi estranei. Esistono anche condizioni più serie, come il glaucoma, ulcerazioni della cornea o l’infiammazione dei dotti lacrimali. Quest’ultimo problema è particolarmente frequente in alcune razze specifiche, come i Carlini o i Bulldog Francesi. In altri casi, specie nei cani dal mantello chiaro, si possono notare macchie scure sotto gli occhi: non si tratta di lacrime di dolore, ma del risultato dell’ossidazione del ferro presente nelle secrezioni oculari.

cane su tappeto
cane su tappeto (fonte: Unsplash)

Se le lacrime non sono lo specchio dell’anima del cane, i suoi suoni lo sono certamente. Il guaito, il gemito e l’uggiolio sono gli strumenti principali che il cane utilizza per esprimere ciò che prova. Queste vocalizzazioni hanno radici profonde: i cuccioli imparano a lamentarsi per comunicare con la madre e, spesso, mantengono questa abitudine anche in età adulta per interagire con l’uomo.

I motivi dietro a un lamento possono essere molteplici. Un cane può guaire perché è eccitato per un gioco, ma anche perché prova ansia da separazione o paura, ad esempio durante i temporali o i fuochi d’artificio. Spesso è una semplice richiesta di attenzione: fame, noia o il bisogno di uscire per i bisogni fisiologici. Tuttavia, il gemito è anche il primo segnale di malessere fisico o dolore. Per capire il messaggio corretto, è fondamentale osservare il contesto e il linguaggio del corpo che accompagna il suono.

Il fatto che un cane non versi lacrime di tristezza non significa che non possa soffrire. Questi animali provano una vasta gamma di emozioni, tra cui felicità, paura, ansia e persino il lutto. Un cane depresso non piangerà, ma mostrerà cambiamenti drastici nel comportamento che un proprietario attento deve saper cogliere.

Tra i segnali più comuni di un disagio mentale o emotivo troviamo la perdita di appetito e il conseguente calo di peso, il disinteresse per le passeggiate o il gioco, e un’insolita letargia. Un cane sofferente potrebbe nascondersi, leccarsi le zampe in modo ossessivo o manifestare comportamenti distruttivi in casa. Anche l’alterazione dei cicli del sonno è un indicatore importante. Poiché molti di questi sintomi possono sovrapporsi a malattie fisiche, un controllo veterinario è sempre il primo passo consigliato.

Interpretare correttamente i segnali del proprio animale è il primo passo per garantire il suo benessere. È opportuno contattare un professionista se si notano cambiamenti improvvisi nel temperamento, un aumento eccessivo dei lamenti o se gli occhi appaiono rossi e con secrezioni anomale. Se un cane smette di mangiare per più di un giorno o appare costantemente abbattuto, l’intervento medico può distinguere tra una sofferenza emotiva e una patologia organica, fornendo la terapia più adeguata.

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