Aaron, un barboncino di pochi anni, è deceduto a causa delle gravissime lesioni riportate dopo essere stato scaraventato fuori da un’auto in corsa durante la fuga di alcuni malviventi. L’episodio si è verificato a Brescia, nel quartiere Lamarmora, dove il cane era scomparso per pochi istanti durante la consueta passeggiata serale con la sua proprietaria. Nonostante il tempestivo intervento di una passante e il trasporto d’urgenza in una clinica specializzata, l’animale non è sopravvissuto alla violenza dell’impatto con l’asfalto.
La serata di domenica 8 marzo sembrava scorrere in totale tranquillità per Viola Sandrini e il suo fedele compagno a quattro zampe. Mentre si trovavano nei pressi di via Gian Franco Omassi, Aaron si è allontanato di pochi metri, attirato probabilmente da qualche movimento sospetto. La proprietaria ha riferito di aver udito il cane abbaiare con insistenza per qualche secondo, segnale che l’animale aveva avvertito una presenza estranea.
Improvvisamente, però, ogni rumore è cessato. In quel breve lasso di tempo, il barboncino è svanito nel nulla. Le ricerche sono scattate immediatamente, coinvolgendo residenti e autorità, ma del piccolo Aaron non vi era inizialmente alcuna traccia nelle vie limitrofe.
Dalle prime ricostruzioni effettuate dagli inquirenti e basate sulle testimonianze raccolte, emerge uno scenario di fredda criminalità. In quella stessa zona, pare fosse in corso un tentativo di svaligiare un’abitazione da parte di una banda di ignoti. L’ipotesi più accreditata è che Aaron si sia imbattuto nei ladri proprio mentre stavano operando e che, con il suo abbaiare, rischiasse di mandare all’aria il loro piano criminale.
Per neutralizzare quello che consideravano un fastidioso sistema d’allarme vivente, i malviventi avrebbero deciso di catturare il cane, caricandolo forzatamente sulla loro vettura per allontanarsi rapidamente dal luogo del tentato furto senza destare ulteriori sospetti tra i vicini.
Poi, la tragedia. Una passante, che si trovava tra via Rodi e via Lamarmora, ha assistito a una scena che ha descritto come agghiacciante. Un’automobile è transitata a forte velocità e, proprio davanti ai suoi occhi, dal finestrino della vettura è stato gettato un piccolo involucro bianco: era Aaron, scagliato deliberatamente contro il suolo mentre il veicolo proseguiva la sua corsa.
La donna ha soccorso immediatamente l’animale, trovandolo in condizioni disperate ma ancora in vita. Con estrema lucidità, ha trasportato il barboncino presso la clinica veterinaria di Rezzato, dove il personale medico ha attivato immediatamente le procedure di emergenza per tentare di stabilizzare le funzioni vitali del piccolo paziente.
Purtroppo, la violenza del lancio e l’impatto con la strada avevano causato danni interni irreparabili. Dopo lunghe ore di agonia e sforzi medici, Aaron si è spento nella struttura sanitaria. La notizia del decesso è stata comunicata alla proprietaria nel cuore della notte. L’intera comunità bresciana si è stretta attorno a Viola Sandrini. La vicenda è ora al centro di un’indagine giudiziaria: si cercano telecamere di sorveglianza e testimonianze utili a identificare la targa del veicolo. L’obiettivo è assicurare alla giustizia i responsabili non solo del tentato furto, ma anche dell’uccisione dell’animale.

In Italia, la tutela giuridica degli animali è regolata dal Codice Penale, che punisce severamente chiunque provochi la morte o lesioni a un essere senziente. Nello specifico, l’articolo 544-bis stabilisce che l’uccisione di un animale, quando avviene per crudeltà o senza necessità, è punita con la reclusione da quattro mesi a due anni.
Parallelamente, l’articolo 544-ter disciplina il reato di maltrattamento, sanzionando con la reclusione da tre a diciotto mesi, o con una multa che può arrivare fino a 30.000 euro, chiunque cagioni una lesione a un animale o lo sottoponga a sevizie, fatiche o comportamenti insopportabili per le sue caratteristiche etologiche. Queste pene possono essere aumentate se dal maltrattamento deriva la morte dell’animale, riflettendo una crescente attenzione del legislatore verso la gravità di gesti che offendono la sensibilità pubblica e la dignità degli animali stessi.



