Un recente studio ha rivelato un’incredibile scoperta nel mondo delle formiche: le regine di formica iberica (Messor ibericus) sono in grado di partorire due specie diverse. Questa sorprendente strategia di sopravvivenza, definita “xenoparità” e sfida le leggi della biologia.
Il mistero ha avuto inizio con l’osservazione di colonie di formiche iberiche in Sicilia, distanti oltre 1000 km dalla più vicina popolazione di Messor structor, la specie con cui apparentemente si ibridavano. La domanda era: come potevano riprodursi con una specie così lontana?
La risposta, ottenuta dopo cinque anni di ricerche, analisi genomiche e esperimenti di laboratorio, è sorprendente: le regine di formica iberica clonano lo sperma delle formiche Messor structor. Questo fenomeno, mai osservato prima in nessun altro animale, permette loro di generare una forza lavoro ibrida che costituisce il 99% della colonia.

Ma come funziona questo meccanismo? Le regine di formica iberica producono uova che si sviluppano in modo diverso a seconda delle necessità. Se devono generare future regine, si accoppiano con maschi della loro stessa specie. Se invece necessitano di operaie, utilizzano lo sperma clonato delle formiche Messor structor, dando vita a formiche operaie ibride.
Questa scoperta ha implicazioni significative per la comprensione della riproduzione delle formiche. Si è osservato che le uniche formiche iberiche “pure” sono le regine e i maschi che si accoppiano per produrre altre regine. Le uova fecondate con lo sperma di Messor structor, invece, danno vita a operaie ibride.
L’analisi del DNA ha confermato che i maschi di Messor structor nati dalle regine iberiche sono cloni del padre, pur presentando una minima percentuale di DNA mitocondriale della madre. Questa peculiarità li rende dei veri e propri cloni, seppur con lievi mutazioni accumulate nel corso delle generazioni.
Osservazioni in laboratorio hanno confermato la nascita di due specie distinte da un’unica regina: maschi di Messor structor senza peli e maschi di Messor ibericus pelosi. La presenza o assenza di peli è un criterio fondamentale per distinguere le due specie.
Ora resta da chiarire il meccanismo preciso alla base della clonazione e il momento in cui il DNA materno viene eliminato. La xenoparità, come è stata definita questa nuova modalità riproduttiva, rappresenta un’affascinante sfida alle nostre conoscenze e promette di svelare ulteriori segreti del mondo animale.



