Lo scorso martedì sera al Madison Square Garden di New York, Penny, una Dobermann di quattro anni, ha trionfato al prestigioso Westminster Kennel Club Dog Show. Ha battuto oltre 2.500 concorrenti e 200 razze diverse, portando a casa il premio più ambito nel mondo cinofilo statunitense. Ma questa vittoria, che doveva celebrare i 150 anni dello show più antico d’America, si è subito trasformata in un caso nazionale.
Il motivo? Penny presenta orecchie tagliate e coda amputata, pratiche ancora permesse negli Stati Uniti ma considerate barbariche in gran parte del mondo. Sui social è esploso un dibattito durissimo tra chi difende la tradizione e chi accusa queste competizioni di promuovere mutilazioni inutili.
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L’ear cropping (taglio delle orecchie) e il tail docking (taglio della coda) sono interventi chirurgici puramente estetici. Nel caso del Dobermann, le orecchie vengono amputate quando il cucciolo ha poche settimane di vita, poi vengono inseriti supporti rigidi all’interno e fasciati per farle crescere dritte e a punta. La coda viene recisa alla seconda vertebra, solitamente a soli tre giorni di vita.
Negli Stati Uniti queste procedure sono legali e, per l’American Kennel Club (AKC) che organizza il Westminster, rappresentano lo “standard di razza”. L’AKC sostiene che servano a preservare la funzione storica del cane come guardiano. Ma le competizioni non prevedono alcuna prova pratica di queste funzioni: i criteri restano puramente estetici.
In Europa, Australia, Nuova Zelanda e in molte altre parti del mondo queste pratiche sono vietate da legge. In Italia sono illegali. Show prestigiosi come il Crufts in Regno Unito hanno bandito da oltre cent’anni i cani con orecchie mozzate dalle loro gare.
Poche ore dopo la proclamazione di Penny, Instagram si è riempito di commenti indignati sotto il post ufficiale del Westminster. Molti hanno sottolineato come il Kennel Club britannico definisca il taglio delle orecchie una “pratica barbara” e come abbia vietato la partecipazione di cani modificati ai propri eventi più di un secolo fa.
Secondo veterinari ed esperti, queste operazioni non sono affatto indolori come sostiene l’AKC. Il taglio delle orecchie è una vera amputazione: viene recisa gran parte del padiglione auricolare (ricco di nervi e tessuto sensibile), poi bisogna suturare l’intero bordo fino alla guarigione. Nei giorni e settimane successivi, le orecchie vengono fasciате e tenute rigide con supporti per farle stare erette.
Il taglio della coda avviene quando il cucciolo ha appena tre giorni di vita, spesso senza anestesia perché il cane è troppo piccolo per essere intubato. I sostenitori dicono che a quell’età i nervi non sono completamente sviluppati, ma molti veterinari contestano questa affermazione e parlano di sofferenza reale.
L’aspetto più controverso? Queste modifiche non hanno alcun beneficio medico dimostrato per cani da compagnia o da esposizione. Servono solo a rispettare un’immagine estetica creata dall’uomo.
L’organizzazione animalista PETA è intervenuta duramente dopo la vittoria di Penny.
“Nessun cane vince davvero una mostra canina. L’unico premio che la vincitrice del ‘Best in Show’ del Westminster Kennel Club 2026, Penny, una Doberman Pinscher di 4 anni, riceve è una vita di sfruttamento.”
Secondo la PETA, Penny è già stata sottoposta a chirurgia dolorosa e inutile e ora “verrà spedita a Toronto, dove sarà trattata come una macchina da riproduzione, producendo cucciolate di cuccioli ‘di razza’”.



