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Home » Ambiente » Animali » Pericolose per cani ed esseri umani: cosa sono le lumache killer che stanno funestando l’Australia

Pericolose per cani ed esseri umani: cosa sono le lumache killer che stanno funestando l’Australia

Lumache killer in Australia: il parassita letale colpisce cani e umani. Ecco sintomi, rischi per l'Europa e misure preventive essenziali.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino25 Giugno 2025
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una lumaca
una lumaca (fonte: Unsplash)

L’Australia sta affrontando un’emergenza sanitaria crescente legata alle cosiddette “lumache killer”, responsabili della trasmissione di un parassita letale che colpisce sia animali domestici che esseri umani. Il fenomeno, concentrato principalmente nelle regioni di Sydney e Brisbane, solleva preoccupazioni anche per l’Europa, dove i cambiamenti climatici potrebbero favorire la diffusione di questa minaccia emergente. Il responsabile di questa emergenza è l’Angiostrongylus cantonensis, scientificamente noto come “verme polmonare del ratto”. Questo parassita neurotropo ha origini nel sud-est asiatico ma si è progressivamente diffuso in Nord America, Europa e Australia. La sua pericolosità risiede nella capacità di colpire il sistema nervoso centrale, causando infiammazioni gravi che possono risultare potenzialmente letali.

Il ciclo vitale del parassita è complesso e coinvolge diversi ospiti. I ratti rappresentano l’ospite naturale dove il verme raggiunge la maturità e si riproduce. Le larve vengono espulse attraverso le feci dei roditori e successivamente ingerite da lumache e limacce, che fungono da ospiti intermedi. Quando un cane o, più raramente, un essere umano ingerisce una di queste lumache infette o viene a contatto con la loro bava, può contrarre la malattia.

L’Università di Sydney ha documentato negli ultimi cinque anni almeno 93 casi confermati nei cani, con un preoccupante picco di 32 animali colpiti nel 2022. Questo aumento significativo è stato correlato alle intense precipitazioni causate dal fenomeno climatico La Niña, che ha favorito la proliferazione di lumache e limacce nell’ambiente.

I ricercatori hanno identificato una stretta correlazione tra l’aumento delle precipitazioni e i casi di infezione, con i contagi che tendono a manifestarsi tra i due e i dieci mesi dopo periodi particolarmente piovosi. Questo dato ha spinto gli esperti a raccomandare un monitoraggio stagionale, specialmente nelle aree ad alta densità di popolazione animale.

una lumaca su un rametto
una lumaca su un rametto (fonte: Unsplash)

Nei cani, l’infezione si manifesta tipicamente dopo una o due settimane dall’esposizione. I sintomi includono paralisi degli arti posteriori, incontinenza urinaria e risposte del dolore anormali. Il trattamento tempestivo risulta fondamentale per evitare danni neurologici permanenti.

Negli esseri umani, la malattia si presenta come meningoencefalite eosinofila, con sintomi che includono intensi mal di testa, febbre, rigidità del collo, nausea e vomito. In rari casi, può causare danni cerebrali permanenti o risultare fatale, specialmente nei soggetti con sistema immunitario compromesso. La gravità della condizione è esemplificata dal caso di Sam Ballard, un giovane australiano deceduto dopo aver ingerito una lumaca infetta.

Sebbene il fenomeno sia attualmente concentrato in Australia, la comunità scientifica europea manifesta crescente preoccupazione. Casi isolati di infezione da Angiostrongylus cantonensis sono già stati documentati in Spagna, Francia e Germania, principalmente attraverso lumache introdotte accidentalmente o portate da viaggiatori.

In Italia, secondo gli esperti, il clima sempre più umido in diverse aree e la diffusione incontrollata di specie aliene invasive, come la limaccia spagnola (Arion vulgaris), potrebbero creare le condizioni ideali per l’introduzione del parassita. I flussi commerciali internazionali rappresentano un ulteriore fattore di rischio per la diffusione transcontinentale.

 La diagnosi dell’infezione da verme polmonare del ratto presenta notevoli sfide. Nei cani, i veterinari utilizzano una combinazione di segni clinici, risonanza magnetica e analisi del liquido cerebrospinale, richiedendo test specifici per la conferma definitiva. Negli esseri umani, la diagnosi si basa su analisi ematiche e punture lombari per verificare la presenza di eosinofili nel liquido cerebrospinale.

Il trattamento è principalmente sintomatico, basato sull’utilizzo di corticosteroidi per ridurre l’infiammazione e, nei casi più gravi, antiparassitari sotto stretto controllo medico. L’efficacia delle cure dipende criticamente dalla precocità dell’intervento, rendendo fondamentale il riconoscimento tempestivo dei sintomi.

Le autorità sanitarie raccomandano diverse misure preventive per ridurre il rischio di infezione. Per i proprietari di animali domestici, è fondamentale controllare l’ambiente esterno, evitare che i cani giochino o ingeriscano lumache e procedere con il lavaggio accurato degli alimenti destinati agli animali.

Per la protezione umana, le precauzioni includono il lavaggio scrupoloso di frutta e verdura prima del consumo, evitare il contatto diretto con lumache o limacce senza protezioni adeguate, e prestare particolare attenzione nelle zone rurali o tropicali dove la presenza del parassita potrebbe essere più diffusa.

 

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