Per molti italiani il gatto non è più solo un animale da compagnia, ma un vero e proprio pilastro della famiglia. Una recente indagine condotta da Rover.com in occasione della prossima Giornata nazionale del gatto (17 febbraio) rivela come il legame tra umani e felini si sia trasformato profondamente negli ultimi anni. Il cambiamento più significativo è arrivato con lo smart working: lavorando da casa, quasi la metà dei proprietari ha stretto un rapporto molto più solido con il proprio micio, potendo dedicare tempo prezioso a giochi e coccole che prima, tra ufficio e pendolarismo, erano impossibili.
L’attenzione verso il benessere dei piccoli felini ha superato i confini della semplice cura quotidiana. Oltre il 60% degli intervistati considera il gatto un parente a tutti gli effetti, tanto da celebrare regolarmente il suo compleanno. Le modalità variano dalla preparazione di un pasto gourmet all’acquisto di giocattoli nuovi, fino a vere e proprie feste organizzate esclusivamente per il quadrupede di casa. Questa “umanizzazione” del gatto si riflette anche nella gestione della sua solitudine: circa un terzo dei proprietari utilizza telecamere smart e dispositivi tecnologici per controllare cosa faccia il micio quando la casa è vuota.

Ma come arrivano questi felini nelle nostre case? Il sondaggio dipinge un quadro fatto di cuore e casualità. Se circa il 28% sceglie consapevolmente di adottare da gattili o associazioni per dare una seconda possibilità a un animale sfortunato, una quota simile deve tutto al caso: moltissimi sono i mici salvati direttamente dalla strada dopo aver verificato che non appartenessero a nessuno. La scelta di vivere con un gatto nasce spesso dal desiderio di avere un compagno affettuoso ma, al tempo stesso, indipendente e capace di donare una profonda serenità mentale.
Il vero banco di prova del legame uomo-gatto è però il momento della partenza per le ferie. Sebbene la tradizione voglia il gatto come un animale stanziale che soffre i cambiamenti, sempre più proprietari cercano strutture ricettive disposte ad accoglierli. Tuttavia, quando portarli con sé è impossibile e non si trova un supporto affidabile tra parenti o cat-sitter, la reazione è drastica: quasi un italiano su quattro ha dichiarato di aver rinunciato a un viaggio pur di non lasciare il proprio gatto in mani incerte o in una situazione di disagio. Per i proprietari moderni, la felicità del micio è una condizione non negoziabile per godersi il relax.



