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Home » Ambiente » Animali » “Vuoi sposarmi?”: a Edimburgo i pinguini usano i sassi dipinti dai pazienti pediatrici come pegni d’amore

“Vuoi sposarmi?”: a Edimburgo i pinguini usano i sassi dipinti dai pazienti pediatrici come pegni d’amore

Inizia la stagione degli amori allo Zoo di Edimburgo: i pinguini scelgono i sassi colorati dai bambini dell'ospedale per i loro nidi.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino8 Marzo 2026
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due pinguini innamorati
due pinguini innamorati (FreePik)

Presso lo Zoo di Edimburgo, in Scozia, ha avuto inizio una delle manifestazioni naturali più affascinanti del mondo animale: la stagione riproduttiva dei pinguini Gentoo (conosciuti anche come pinguini pigoscelide comuni). Quest’anno, l’evento ha assunto una connotazione sociale e solidale unica grazie alla collaborazione tra la Royal Zoological Society of Scotland (RZSS) e la Edinburgh Children’s Hospital Charity (ECHC). I protagonisti di questa iniziativa sono i piccoli pazienti del Royal Hospital for Children and Young People (RHCYP), che hanno decorato a mano i sassi destinati ai nidi degli uccelli marini.

Per comprendere l’importanza di questa iniziativa, è necessario analizzare un comportamento etologico specifico di questa specie: il pebbling. Durante il periodo del corteggiamento, i maschi di pinguino Gentoo cercano con cura dei ciottoli da offrire alle potenziali compagne. Se la femmina accetta il sasso, questo viene utilizzato per costruire la base del nido, una struttura essenziale per proteggere le uova dal terreno freddo e umido.

Il sasso non è quindi un semplice oggetto, ma un vero e proprio “pegno d’amore” e uno strumento pratico di sopravvivenza. La competizione per i ciottoli migliori è tale che non sono rari i tentativi di furto tra pinguini vicini di nido. Inserire pietre dipinte dai bambini nel loro habitat, noto come Penguins Rock, aggiunge un elemento di stimolo sensoriale e arricchimento ambientale per gli animali, che sembrano apprezzare particolarmente le superfici lisce e le forme dei sassi selezionati.

Il progetto non ha solo una valenza zoologica, ma rappresenta una forma di terapia occupazionale e distrazione per i giovani pazienti ospedalizzati. Attraverso sessioni interattive settimanali, gli esperti di conservazione della fauna selvatica portano il mondo dello zoo all’interno dei reparti pediatrici. Emma Carr, una giovane quattordicenne supportata dalla ECHC, ha partecipato attivamente al posizionamento delle pietre all’interno della struttura, vedendo i pinguini interagire con le opere create da lei e dai suoi compagni.

Questa sinergia tra salute umana e cura degli animali sottolinea l’importanza del contatto con la natura nel processo di guarigione. Gli esperti dello Zoo di Edimburgo evidenziano come l’attività aiuti i bambini a sentirsi parte di un ciclo vitale più ampio, promuovendo al contempo la consapevolezza sulla conservazione delle specie antartiche e sub-antartiche.

Le pietre dipinte, una volta posizionate, diventano parte integrante del paesaggio riproduttivo dello zoo. Osservare un pinguino che trasporta con orgoglio un ciottolo decorato con colori vivaci offre un’immagine di speranza e continuità che unisce simbolicamente la lotta dei piccoli pazienti a quella della fauna selvatica per la propria riproduzione e sopravvivenza.

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