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Home » Ambiente » C’è un filo marrone che unisce 5 posti bellissimi del mondo (marrone proprio per quel motivo)

C’è un filo marrone che unisce 5 posti bellissimi del mondo (marrone proprio per quel motivo)

Pupù ovunque: dai pendii dell'Everest alle strade di San Francisco, i luoghi famosi hanno un problema disgustoso da risolvere.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino24 Ottobre 2025
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rotolo di carta igienica finito
rotolo di carta igienica finito (fonte: Pexels)
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Eliminare i rifiuti corporali è una necessità umana, ma spesso preferiamo non pensarci. Il risultato? Alcuni dei luoghi più iconici e storici del mondo sono letteralmente sommersi da escrementi. In cinque di questi luoghi il problema è diventato impossibile da ignorare.

1. Monte Everest: la montagna della vergogna

La vetta più alta del mondo è diventata una gigantesca discarica. Con circa 700-1200 scalatori ogni stagione e nessuno spazzino in vista, da decenni l’Everest accumula rifiuti di ogni tipo. Ma il problema più disgustoso riguarda proprio gli escrementi umani: si stima che ci siano circa 240.000 litri di urina ed escrementi sui pendii della montagna.

Ogni anno vengono depositate tonnellate di feci che, a causa del freddo estremo e dell’altitudine, non si decompongono. Questi rifiuti possono rimanere nell’ambiente per anni, provocando rischi per la salute degli alpinisti e per l’ecosistema. Il problema è così grave che nel marzo 2015 il Nepal ha dichiarato che l’Everest era praticamente una zona a rischio biologico.

E c’è di peggio: con il riscaldamento globale i ghiacciai si stanno sciogliendo, il che significa che tutta quella cacca sepolta nella neve potrebbe presto riemergere. Nel 2024, una squadra di militari e sherpa ha rimosso 11 tonnellate di spazzatura, oltre a quattro cadaveri e uno scheletro.

La soluzione? Dal 2024 gli alpinisti sono obbligati a utilizzare speciali sacchetti contenenti sostanze chimiche che solidificano gli escrementi e li rendono inodori, come quelli già usati sul Monte Denali e in Antartide. Chi non lo fa perde una salata cauzione.

cima everest
cima Everest (fonte: Unsplash)

2. Le strade di San Francisco

Le famose strade ondulate di San Francisco, immortalate in decine di film, hanno un segreto schifoso. La città ospita oltre 7000 senzatetto con accesso limitato ai bagni pubblici, il che significa che i loro bisogni corporali finiscono spesso per strada. Solo nel giugno 2014 ci sono state quasi 1000 segnalazioni di escrementi umani trovati in giro.

Un residente particolarmente intraprendente ha persino creato una “mappa della cacca” online, che permette di digitare un indirizzo e valutare le probabilità di calpestare qualcosa di spiacevole. Non esattamente il tipo di app turistica che vorresti usare.

3. L’Arco Landgate di Rye

Questo magnifico arco medievale del XIV secolo a Rye, in Inghilterra, sembrava in ottime condizioni… finché nel 2015 i rappresentanti distrettuali non hanno provato ad aprire le porte. Erano praticamente bloccate. Il motivo? 25 tonnellate di cacca di piccione si erano accumulate grazie alla struttura senza tetto.

È stata chiamata una squadra specializzata in pulizie ambientali per aspirare via tutto quel guano. Il capo della squadra, Mike Walker, ha descritto l’esperienza in modo poetico: “Era come camminare su una torta al cioccolato gigante“.

4. Il National Mall di Washington

La piscina riflettente del National Mall attira molti visitatori, sia umani che volatili. Ma sono le oche canadesi i veri vandali. Ogni oca lascia tra i 900 grammi e 1,4 kg di escrementi al giorno sul terreno, trasformando quella che dovrebbe essere una piacevole passeggiata in un campo minato fecale.

Recentemente il servizio parchi ha trovato una soluzione creativa: portare a passeggio dei border collie, che radunano le oche verso altre aree più “adatte” per i loro bisogni. Anche se probabilmente quelle zone non sono entusiaste di questo trasferimento.

5. La Playboy Mansion

Persino la leggendaria villa Playboy non è immune dal problema. Nel 2006, Izabella St. James, ex fidanzata di Hugh Hefner, ha rivelato nel suo libro “Bunny Tales” che la vita dentro la famosa villa aveva un odore molto particolare. Con numerosi cani che giravano liberamente per i corridoi, non era raro calpestare i loro “regali” o vedere lo stesso Hefner correre a raccogliere le deiezioni di cuccioli non ancora addestrati.

Quando il tappeto macchiato della camera da letto è stato sostituito, St. James si è lamentata del fatto che ne avessero scelto uno blu scuro fantasia, rendendo ancora più difficile individuare le “mine” canine. Hefner in seguito ha confermato alcune di queste affermazioni, senza però commentare se gli ospiti dovessero controllare la suola delle scarpe prima di uscire.

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