L’Italia sta attraversando una fase meteorologica che gli esperti definiscono rarissima per questo secolo. Una massa d’aria polare ha abbattuto le temperature portandole fino a 15 gradi sotto la media del periodo. Il contrasto è impressionante se pensiamo che solo poche settimane fa vivevamo il dicembre più caldo della storia; ora, invece, il Paese è stretto in una morsa di gelo che non si vedeva da almeno sedici anni.
Il picco di questa ondata artica è previsto tra oggi e domani, con valori termici da brivido soprattutto sui rilievi. Se sulle Alpi si attendono punte estreme di -25°C (come a Timau), anche le città di pianura non sono risparmiate: Firenze e Cosenza scendono sotto lo zero, mentre l’Appennino centrale tocca i -15°C. Persino la Sicilia ha visto la neve imbiancare le Madonie, un evento eccezionale per le latitudini mediterranee.

Mentre l’Italia gela, l’Europa occidentale è già stata travolta dalla tempesta Goretti (chiamata Elli in Germania). Questo sistema perturbato ha causato blackout massicci in Francia e Gran Bretagna, con raffiche di vento che hanno superato i 200 km/h. Ad Amburgo e Berlino si sono registrate bufere di neve che mancavano da oltre un decennio.
Da metà settimana, questa vasta perturbazione raggiungerà anche noi. Il meteorologo Mattia Gussoni avverte che, dopo i primi giorni di gelo secco, l’aria umida atlantica porterà un forte peggioramento: sono attese piogge intense e nevicate abbondanti su tutto l’arco alpino, anche a quote collinari.
I dati satellitari di Copernicus ed Eumetsat confermano l’eccezionalità del momento: l’80% del continente europeo è attualmente coperto da neve o ghiaccio. Si tratta di un’estensione record che non si verificava dal 2010. Praticamente tutto il territorio, dalla Scandinavia alla Spagna settentrionale, è imbiancato, segnando un ritorno inaspettato del “grande inverno” in un’epoca dominata dal riscaldamento globale.



