Il giudice per l’udienza preliminare di Roma ha disposto il rinvio a giudizio di Stefano Bandecchi, sindaco di Terni e coordinatore nazionale di Alternativa Popolare, con l’accusa di evasione fiscale per circa 20 milioni di euro. Il processo inizierà il 4 giugno davanti al tribunale monocratico della Capitale. Al centro dell’inchiesta c’è l‘università telematica Unicusano, di cui Bandecchi avrebbe ricoperto il ruolo di amministratore di fatto tra il 2018 e il 2021, per poi assumere formalmente la carica di presidente del consiglio di amministrazione. Secondo la Procura, nel corso di quegli anni l’ateneo avrebbe progressivamente abbandonato le sue finalità didattiche per trasformarsi in un soggetto con vocazione prettamente commerciale, e questo già a partire dal 2011.
Questa trasformazione sarebbe stata al cuore del meccanismo contestato dagli inquirenti: Unicusano avrebbe continuato ad avvalersi delle agevolazioni fiscali riservate agli istituti di istruzione, pur svolgendo, di fatto, attività di impresa. In altre parole, le tariffe agevolate sarebbero state usate illecitamente, sottraendo all’erario somme consistenti sotto forma di IRES non versata.
La Guardia di Finanza ha passato al setaccio una serie di acquisti e spese ritenuti incompatibili con la missione formativa di un’università. Tra i beni finiti nel mirino degli investigatori spiccano una Ferrari e una Rolls-Royce Phantom, il leasing di un elicottero e spese legate alla gestione della Ternana Calcio, la squadra di calcio controllata da Bandecchi. A completare il quadro, numerosi biglietti aerei in classe business, soggiorni in alberghi a cinque stelle e viaggi in destinazioni di lusso in tutto il mondo.
Il primo episodio contestato risale al gennaio 2018, con uno schema che si sarebbe ripetuto in modo sistematico fino al 2022. Nelle dichiarazioni fiscali analizzate dagli inquirenti emergono omissioni significative: nella sola dichiarazione IRES relativa al 2016, presentata nel 2017, sarebbero stati nascosti al fisco elementi imponibili per circa 9,8 milioni di euro, con un’imposta evasa di oltre 2,3 milioni. Anomalie analoghe sarebbero state riscontrate nelle dichiarazioni degli anni successivi, fino a raggiungere il totale di circa 20 milioni di euro.
Nel gennaio 2023, la Finanza aveva già disposto il sequestro preventivo di circa 21 milioni di euro, ritenuti somme che avrebbero dovuto essere versate nelle casse dello Stato.
Bandecchi era presente in aula quando è arrivata la decisione del giudice. La sua reazione è stata di assoluta calma, quasi di rassegnazione anticipata:
“Me lo aspettavo, tutto come previsto, le udienze preliminari non servono a niente. Speriamo di poter dimostrare nel processo la nostra innocenza“.
Non è la prima volta che il sindaco esprime giudizi aspri sull’intera vicenda giudiziaria. Nel 2024, dopo la chiusura delle emittenti televisive Cusano Italia Tv e Cusano News 7, entrambe collegate all’università, aveva definito l’indagine come un lavoro «fatto male», arrivando a sostenere che persino i consulenti della magistratura avrebbero giudicato negativamente il lavoro investigativo.
Imprenditore e personaggio televisivo prima ancora che politico, Bandecchi è diventato sindaco di Terni nel 2023 con il sostegno del centrodestra, per poi staccarsi dagli alleati e fondare Alternativa Popolare. Nel 2025 si era candidato alla presidenza della Regione Campania con la lista “Dimensione Bandecchi”, senza successo. Il processo che lo attende a Roma rappresenta ora la sfida più impegnativa della sua carriera pubblica, al di là delle battaglie politiche e amministrative.
La prima udienza è fissata per il 4 giugno. Il dibattimento stabilirà se le accuse reggono alla prova del contraddittorio.



