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Home » Attualità » 65 anni di età e 3 mesi dal sogno della pensione: chi era Raffaele Marianella, l’autista ucciso nell’agguato di Rieti

65 anni di età e 3 mesi dal sogno della pensione: chi era Raffaele Marianella, l’autista ucciso nell’agguato di Rieti

Raffaele Marianella, autista 65enne, è stato ucciso sulla Rieti-Terni mentre accompagnava dei tifosi del Pistoia basket. Mancavano 3 mesi alla pensione.
Gabriella DabbeneDi Gabriella Dabbene20 Ottobre 2025
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Raffaele Marianella
Raffaele Marianella (fonte: Repubblica Firenze)

Si chiamava Raffaele Marianella l’autista di 65 anni morto domenica sera lungo la superstrada Rieti-Terni, vittima di un agguato violento e senza senso. Un professionista esperto, di origini romane ma residente da anni a Firenze, che aveva dedicato la vita al suo lavoro e si trovava a pochi passi dal meritato riposo. La sua ultima corsa si è trasformata in tragedia quando una pietra scagliata contro il pullman lo ha colpito mortalmente.

Marianella lavorava da appena tre mesi per la Jimmy Travel, un’agenzia di noleggio con conducente con sede all’Osmannoro, nella zona industriale di Firenze nord. L’azienda collabora da anni con i tifosi del Pistoia basket, accompagnandoli in ogni trasferta sul territorio nazionale senza mai aver registrato episodi di violenza. Era un grande lavoratore, un professionista esemplare, come lo ricordano in lacrime i colleghi. Ex dipendente della Giotto Bus, aveva accettato questo nuovo incarico in attesa della pensione, ormai imminente.

L’agguato si è consumato al termine della partita di serie A2 tra la Sebastiani Rieti e il Pistoia basket, vinta dalla squadra toscana. Sul pullman viaggiavano 45 tifosi pistoiesi insieme a Marianella e al collega alla guida. Già durante l’incontro al Palasojourner si erano verificati tentativi di contatto tra le opposte tifoserie, immediatamente separati dalle forze dell’ordine presenti. Ma la violenza è esplosa dopo, quando il bus ha lasciato la città.

Raffaele era seduto accanto al conducente quando una pietra appuntita ha sfondato il parabrezza, colpendolo in pieno alla trachea. L’impatto è stato devastante. I soccorritori, giunti immediatamente sul posto, hanno tentato disperatamente di rianimarlo, ma le sue condizioni sono apparse subito gravissime. Non c’è stato nulla da fare: l’autista è deceduto poco dopo, lasciando nello choc i tifosi a bordo e i colleghi.

Raffaele Marianella con la figlia Federica
Raffaele Marianella con la figlia Federica (fonte: Leggo)

Separato e padre di una figlia residente a Roma, Marianella ha ricevuto l’ultimo saluto proprio da lei attraverso i social. La giovane ha affidato a una storia su Instagram il suo dolore: “Ti terrò sempre nel mio cuore”, ha scritto, parole semplici ma strazianti che racchiudono l’enormità di una perdita improvvisa e ingiusta.

Le indagini sono coordinate dalla Procura di Rieti, che ha aperto un fascicolo per omicidio volontario. Gli investigatori hanno già sentito una decina di testimoni e stanno lavorando per identificare gli autori dell’agguato, sospettati di essere ultras reatini. L’episodio ha suscitato indignazione a tutti i livelli: la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito quanto accaduto “terribile”, mentre il mondo dello sport e del trasporto si è stretto attorno alla famiglia della vittima e all’azienda Jimmy Travel.

La morte di Raffaele Marianella rappresenta l’ennesima tragedia legata alla violenza negli stadi, un fenomeno che continua a mietere vittime innocenti. Un lavoratore che faceva il suo mestiere con professionalità e dedizione, a pochi mesi dal traguardo della pensione, ha pagato con la vita l’insensatezza di un gesto brutale che nulla ha a che fare con lo sport o la passione sportiva.

I responsabili della Jimmy Travel si sono detti increduli e sconvolti, così come l’intera dirigenza del Pistoia basket. Nessuno avrebbe mai immaginato che una trasferta di routine potesse trasformarsi in un incubo simile. Il ricordo di Raffaele Marianella, grande lavoratore e professionista stimato, resterà vivo in chi lo ha conosciuto e in chi oggi piange una vita spezzata troppo presto e in modo troppo ingiusto.

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