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Home » Attualità » 67 anni di silenzio e poi il miracolo: il figlio perduto del dj svedese era a Padova, trovato grazie a Chi l’ha visto?

67 anni di silenzio e poi il miracolo: il figlio perduto del dj svedese era a Padova, trovato grazie a Chi l’ha visto?

Marco, 67 anni di Padova, scopre di essere erede del padre svedese mai conosciuto grazie a Chi l'ha visto. Una storia incredibile con lieto fine.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino6 Novembre 2025
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marco con la sua intervistatrice
Marco con la sua intervistatrice (fonte: Facebook Chi l'ha visto?)

Nei giorni scorsi la sua storia ha fatto il giro del web, emozionando lettrici e e lettori. Marco, 67 anni, ha scoperto di essere l’erede di un ingente patrimonio lasciato da un padre che non ha mai conosciuto, Malcolm, un dj svedese morto di Covid-19 nel 2021. La svolta è arrivata grazie agli appelli della trasmissione Chi l’ha visto e alla segnalazione di una lettrice del Corriere del Veneto.

La vicenda ha inizio cinque anni fa, quando Mona, vedova di Malcolm, si rivolge al programma di Rai 3 per ritrovare l’unico figlio mai riconosciuto che il marito aveva avuto in gioventù. Malcolm aveva conosciuto la madre di Marco a Londra negli anni Cinquanta, in una discoteca frequentata da italiani. La giovane, forse di origine triestina, lavorava in Inghilterra come ragazza alla pari per imparare l’inglese.

Tra i due fu colpo di fulmine e nacque una breve relazione. Quando la ragazza rimase incinta, perse il lavoro e tornò in Italia. Nel frattempo Malcolm fu inviato a Cipro per il servizio militare e i due persero ogni contatto. Terminata la leva, l’uomo conobbe Mona e si trasferì in Svezia, dove divenne uno dei primi dj di colore della storia svedese, ottenendo un discreto successo.

Malcolm non riconobbe mai legalmente il figlio, ma per tutta la vita sognò di incontrarlo. Prima di morire decise quindi di nominarlo suo erede. Le uniche informazioni rimaste su quel bambino erano alcune foto sbiadite di quando era in fasce e i nomi delle città in cui aveva vissuto la madre: Trieste o forse Padova.

Nel suo ultimo appello di due settimane fa a Chi l’ha visto, Mona aveva spiegato che il tempo era ormai poco: il 30 novembre, secondo la legge svedese, sarebbe scaduto il termine per rivendicare l’ingente lascito. Una corsa contro il tempo che sembrava destinata a non avere successo.

La svolta è arrivata venerdì scorso, proprio da Padova. Una lettrice del Corriere del Veneto, rimasta colpita da un articolo che raccontava la storia del misterioso erede, ha riconosciuto in quel bambino Marco, un uomo di 67 anni residente in un quartiere della città. La donna ha quindi deciso di scrivergli una lettera anonima, allegando l’articolo del giornale e un biglietto: “Se ti riconosci in questo bambino, contatta Chi l’ha visto“.

Marco, che in casa non ha la tv e non frequenta i social, appena ha letto la lettera è rimasto senza fiato. “Sono io, questa è la mia storia“, si è detto subito. “In tanti mi chiedevano di che origini fossi e io dicevo stampato a Londra e nato in Italia, come diceva mia madre”, sono state le prime parole pronunciate in televisione.

Scorrendo le vecchie foto diffuse dalla vedova, Marco si è riconosciuto accanto alla madre, in particolare grazie alla maglietta a righe che a lei piaceva tanto indossare e di cui lui conservava un affettuoso ricordo. La foto, scattata negli anni Cinquanta, pare risalga alla periferia di Este, in provincia di Padova, dove all’epoca sorgeva una palazzina di edilizia popolare.

Nel frattempo, alla redazione di Chi l’ha visto erano arrivate altre segnalazioni, in particolare quella di un uomo di 85 anni, un tempo vicino di casa della famiglia, che ricordava diversi particolari di quel bambino cresciuto senza il padre.

L’erede 67enne, oggi una persona fragile seguita dai Servizi sociali, intervistato dalla trasmissione di Rai 3, è apparso di spalle e ha confermato di essere nato a Londra e di aver vissuto sempre a Padova con la madre, scomparsa a 53 anni in seguito a una grave malattia. La donna, che non si era mai sposata e non aveva avuto altri figli, era riuscita con le sue sole forze a farlo studiare.

Marco aveva frequentato Ingegneria all’Università di Padova ma, a un passo dalla laurea, non ha concluso gli studi. Sull’eredità inaspettata ha spiegato: “È una cosa che non mi aspettavo assolutamente anche perché non mi sono mai chiesto chi fosse mio padre. Ho sempre vissuto con mia madre e la figura paterna mi è completamente aliena. Ma non c’è nessun risarcimento e nessun danno perché io ho vissuto bene con mia madre e non mi sono mai sentito solo“.

“Sono felicissima“, ha esclamato commossa Mona appena ha saputo che Marco, il figlio che il marito avrebbe tanto voluto conoscere, è stato finalmente trovato. La donna ha già espresso la volontà di raggiungere Padova per incontrarlo di persona e completare così un cerchio rimasto aperto per oltre sessant’anni.

 

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