Una gigantesca statua dorata di Donald Trump è stata ufficialmente inaugurata presso il Trump National Doral, il golf club del presidente degli Stati Uniti situato nei pressi di Miami. L’opera monumentale, soprannominata Don Colossus, ritrae il presidente con il pugno destro alzato, un gesto che richiama l’attentato subito a Butler, in Pennsylvania, durante la campagna elettorale del 2024.
La scultura è stata realizzata da Alan Cottrill, artista noto per aver creato anche la statua di Thomas Edison esposta al Campidoglio a Washington DC. L’opera è alta circa 4,5 metri, poggia su un piedistallo di quasi 2 metri, superando complessivamente i 6 metri di altezza totale. È realizzata in bronzo e rivestita con foglia d’oro a 23,75 carati, con un peso che supera le 3 tonnellate, a cui si aggiungono altre 3 tonnellate per il piedistallo.
L’installazione ha immediatamente suscitato accese polemiche sui social media e tra i commentatori religiosi. Molti hanno paragonato l’opera all’episodio biblico del Vitello d’oro, definendola blasfema o espressione di megalomania. Il paragone con l’idolo biblico, simbolo di idolatria e allontanamento dalla fede, ha scatenato dibattiti sulla natura dell’omaggio e sul confine tra celebrazione politica e adorazione.
A difendere l’opera è intervenuto il pastore evangelico Mark Burns, che ha guidato la cerimonia di inaugurazione e benedizione della statua. “Non è un vitello d’oro”, ha scritto Burns su X, sostenendo che la scultura rappresenta “resilienza, libertà, patriottismo e forza”. Secondo il pastore, l’opera non costituirebbe un atto di idolatria ma un simbolo dei valori americani incarnati dal presidente.
A towering gold statue of Donald Trump was unveiled at the president’s golf course in Doral, Florida, during an emotionally charged ceremony presided over by an Evangelical pastor. pic.twitter.com/ommVhRQSB5
— The Independent (@Independent) May 7, 2026
Prima dell’inaugurazione, la statua è stata al centro di una controversia economica che ha ritardato per mesi la sua installazione. Lo scultore Cottrill ha trattenuto l’opera nella sua officina, rifiutandosi di consegnarla ai committenti. L’artista sosteneva di dover ancora ricevere circa 90.000 dollari da un gruppo di investitori in criptovalute legato alla memecoin PATRIOT, accusandoli inoltre di aver utilizzato illegalmente l’immagine dell’opera per promuovere il loro token digitale.
Durante la fase di creazione, i committenti hanno avanzato richieste particolari all’artista, chiedendogli di modificare l’aspetto di Trump per farlo apparire più snello e di rimuovere alcuni dettagli del collo. Richieste che lo scultore ha poi commentato con una certa ironia nelle interviste successive. La disputa si è risolta verso la fine di aprile 2026, quando Cottrill ha ricevuto il pagamento finale tramite bonifico, permettendo finalmente il trasporto della statua verso il Trump National Doral in Florida.
