Sabato 14 febbraio, nel giorno di San Valentino, Damiano Alberti ci ha lasciato. Aveva solo 23 anni. Il giovane di Cerveteri, in provincia di Roma, era diventato un punto di riferimento per migliaia di persone grazie al modo in cui aveva deciso di vivere e raccontare la sua malattia: senza nascondere nulla, con una trasparenza che ha commosso e ispirato una intera community.
La famiglia ha dato l’annuncio con poche parole, cariche di dolore. Il Comune di Cerveteri ha subito annullato la sfilata di carnevale programmata, un gesto per onorare la memoria di un ragazzo che rappresentava un esempio per tutti. I funerali si terranno mercoledì 18 febbraio alle 15 nella Chiesa di Santa Maria Maggiore a Cerveteri.
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La storia con il cancro era iniziata nel 2023, quando i medici gli diagnosticarono un tumore maligno alla gamba. Fu nel maggio di quell’anno che Damiano scelse di condividere tutto con i suoi follower su Instagram, scrivendo parole dirette e senza giri di parole. Spiegò ai suoi fan che stava per iniziare un percorso di cure seguito da specialisti e che era determinato ad affrontare ogni ostacolo con lucidità.
Da quel momento iniziò una nuova fase della sua vita online. Damiano era youtuber, streamer su Twitch e tiktoker con oltre un milione di like, ma i suoi contenuti cambiarono. Accanto ai video di vita quotidiana, lo sport, lo studio, le uscite con gli amici, aggiunse la documentazione della sua battaglia: le interviste con paratleti, le riflessioni su come la malattia stesse modificando le sue relazioni, il racconto degli interventi chirurgici che dovette subire.
Il percorso fu durissimo. L’amputazione della gamba, poi la riabilitazione, l’apprendimento nell’uso della protesi. Damiano filmò tutto: i momenti più bui e quelli in cui riusciva a intravedere uno spiraglio di luce, come quando tornò finalmente a camminare. In uno dei suoi ultimi video parlava proprio di questo: 500 giorni che lo avevano portato dall’intervento alla riabilitazione, fino a un breve ritorno alla normalità.
Dopo la sua morte, i social sono stati sommersi da messaggi di affetto. “Che colpo al cuore”, “Sei un raggio di sole e lo resterai sempre”, “Avrei sempre voluto aprire un video dove dicevi: sono guarito”, sono solo alcune delle migliaia di parole lasciate da una community in lacrime. Molti hanno commentato proprio sotto il video dei 500 giorni, quel racconto di speranza che oggi suona ancora più toccante.



