È morta a 78 anni Emma Bonino, una delle figure più note del radicalismo italiano. La leader di +Europa, colpita da un malore nella sua casa di Roma, a Campo de’ Fiori, qualche giorno fa, era stata curata all’ospedale Santo Spirito di Roma.
Bonino aveva affrontato negli anni anche una lunga battaglia contro un microcitoma al polmone sinistro, diagnosticato nel 2015. Dopo la chemioterapia aveva annunciato nel 2023 la remissione completa del tumore, ma negli anni successivi aveva continuato ad avere problemi respiratori e diversi ricoveri.
Nonostante la malattia, non aveva mai smesso di fumare. Il suo modo di stare in politica era già evidente nel 1976, quando venne eletta alla Camera con il Partito Radicale. Aveva 28 anni e si presentò a Montecitorio con gonna a fiori, zoccoli, borsa di paglia e sigaretta in mano. Sandro Pertini la ribattezzò “il monello di Montecitorio”.

Tra le sue battaglie più importanti ci furono quelle per divorzio, aborto e diritti civili. Per l’aborto mise in gioco anche la propria esperienza personale: dopo un aborto clandestino, all’epoca illegale, si consegnò alle forze dell’ordine proprio per ottenere un arresto e portare il tema all’attenzione pubblica. Quando telefonò alla madre per informarla, la risposta fu tutt’altro che drammatica: “Peccato, Emma, che ti arrestino, proprio oggi, tuo fratello si fidanza“.
Nel corso della sua carriera Bonino passò dal Parlamento italiano alle istituzioni europee. Fu commissaria europea dal 1994 al 1999, con deleghe agli aiuti umanitari, alla pesca, alla tutela dei consumatori e alla sicurezza alimentare. Nel 2006 entrò nel governo Prodi come ministra del Commercio internazionale e delle Politiche europee.
Nel 2013 arrivò anche al governo Letta come ministra degli Esteri, mentre nel 2018 venne eletta al Senato. Negli anni successivi fu tra i principali riferimenti di +Europa, movimento nato nel 2017 su posizioni europeiste e liberali. Nella sua storia politica non mancarono anche episodi lontani dai protocolli istituzionali. Come il rapporto con Marco Pannella, compagno di battaglie per decenni. O l’amicizia con papa Francesco, nonostante la sua convinta laicità. Dopo una visita del Pontefice raccontò con il consueto sarcasmo che Francesco l’aveva incoraggiata dicendole di “tenere duro“.
Bonino lascia così una storia politica lunga quasi mezzo secolo, costruita tra battaglie radicali, Parlamento, Europa e governo, sempre con la sigaretta tra le dita e senza rinunciare al proprio modo diretto di affrontare politica e vita.
