Milano cambia volto e questa volta a farne le spese è uno dei volti più noti del calcio italiano. Adriano Galliani, storico dirigente del Milan e del Monza ed ex braccio destro di Berlusconi, si prepara a lasciare la sua lussuosa residenza in via Bigli, nel cuore del Quadrilatero della Moda. Non si tratta di un vero e proprio sfratto forzato, ma del risultato di una compravendita immobiliare da capogiro: l’intero Palazzo Taverna è passato di mano per la cifra record di 52,5 milioni di euro.
L’operazione, conclusa a fine 2025, porta la firma di José Auriemo Neto, un imprenditore brasiliano di 49 anni a capo della holding di lusso Jhsf Capital. Neto, che risiede in Uruguay e gestisce un impero di hotel e centri commerciali di alta gamma, ha deciso di puntare su Milano acquistando questo gioiello storico dalla marchesa Rossella Manzone. Il prezzo pagato è stratosferico: oltre 22 mila euro al metro quadrato, inclusi box e cantine.
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Palazzo Taverna non è un condominio qualunque. Situato a due passi dal Duomo, è un luogo simbolo del Risorgimento. Proprio qui, durante le celebri Cinque Giornate di Milano del 1848, si riunì il comitato che rifiutò l’armistizio con gli austriaci e formò il Governo Provvisorio. La facciata sobria nasconde un cortile porticato con colonne di granito, un pezzo di storia che il Ministero della Cultura ha rischiato di perdere non esercitando il diritto di prelazione.
Tra i residenti eccellenti colpiti dal cambio di proprietà c’è appunto Galliani. Il suo contratto d’affitto, firmato nel 2022, non è stato rinnovato (quindi non uno sfratto). Grazie a una scrittura privata siglata con la vecchia proprietà, il manager potrà restare nell’appartamento solo fino al 30 giugno 2026. Dopo quella data, il destino dell’edificio sembra segnato: è molto probabile che Neto decida di trasformare l’intero palazzo in un hotel di super lusso, seguendo la strategia del suo marchio “Fasano” già attivo in altre parti del mondo e in Sardegna.
L’operazione conferma quanto il centro di Milano sia diventato una preda ambita per i grandi investitori internazionali. Nonostante il vincolo storico-artistico che tutela l’immobile, la redditività del mercato milanese spinge imprenditori come Neto a investire decine di milioni per trasformare palazzi nobiliari in resort esclusivi, anche a costo di mandare via inquilini storici e molto influenti.



