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Home » Attualità » Aerei USA già in volo verso la base di Sigonella, poi lo stop: perché il ministro della Difesa Crosetto ha detto no?

Aerei USA già in volo verso la base di Sigonella, poi lo stop: perché il ministro della Difesa Crosetto ha detto no?

Crosetto ha bloccato gli aerei Usa diretti in Medio Oriente: nessuna autorizzazione richiesta, nessuna consultazione. L'Italia ha detto no.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino31 Marzo 2026Aggiornato:31 Marzo 2026
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Aereo militare in volo
Aereo militare in volo (Unsplash)

Come riportato dal sito del quotidiano Il Corriere della Sera, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha vietato agli Stati Uniti di utilizzare la base siciliana di Sigonella come scalo per operazioni verso il Medio Oriente. Nessuna autorizzazione era stata richiesta, nessuna consultazione preventiva era avvenuta con le autorità militari italiane. La notizia, rimasta riservata per alcuni giorni, è destinata a pesare nei rapporti tra Roma e Washington.

Tutto è cominciato quando il Capo di Stato Maggiore della Difesa, il generale Luciano Portolano, è stato informato dallo Stato Maggiore dell’Aeronautica di una situazione insolita: alcuni assetti aerei statunitensi avevano inserito Sigonella nel proprio piano di volo, con l’intenzione di atterrarvi prima di proseguire verso il Medio Oriente. Il problema è che la comunicazione era arrivata con i velivoli già in volo. Nessuno aveva chiesto nulla in anticipo.

Le verifiche successive hanno chiarito che non si trattava di voli logistici ordinari e che, di conseguenza, l’operazione esulava dalle attività automaticamente coperte dagli accordi bilaterali tra Italia e Stati Uniti. In altre parole: era necessaria un’autorizzazione esplicita, che non era stata né richiesta né ottenuta.

Portolano ha informato immediatamente il ministro Crosetto. La decisione, presa senza tentennamenti, è stata di bloccare l’atterraggio. C’è un dettaglio tecnico che ha reso il no ancora più netto. Gli aerei in questione erano soggetti al cosiddetto “caveat” operativo, ovvero una limitazione che impedisce l’uso delle infrastrutture italiane senza specifica autorizzazione, salvo in caso di vera e propria emergenza. Non si trattava di un’emergenza. Si trattava di una missione pianificata, comunicata senza rispettare le procedure previste.

Su mandato diretto del ministro, è stato Portolano a contattare il Comando statunitense e a comunicare la decisione: quegli aerei non potevano atterrare a Sigonella.

Maurizio Crosetto alla Camera dei Deputati
Maurizio Crosetto alla Camera dei Deputati (Frame video YouTube)

Non è una scelta priva di storia. Crosetto aveva già dichiarato pubblicamente, davanti al Parlamento, che qualunque operazione non rientrante nei trattati esistenti e che necessitasse di un’autorizzazione specifica sarebbe passata dall’esame delle Camere. Lo stesso ministro che, in ogni situazione di rischio per i militari italiani, ha sempre tenuto informata anche l’opposizione in tempo reale.

Il diniego, quindi, non è stato un atto improvvisato né un capriccio diplomatico: è stata la conseguenza diretta di impegni presi pubblicamente e di regole scritte negli accordi internazionali.

Anche la Spagna ieri aveva negato agli Stati Uniti l’uso delle basi di Rota e Morón, con il premier Pedro Sánchez che ha dichiarato apertamente di aver respinto tutti i piani di volo collegati alle operazioni in Iran, compresi quelli degli aerei da rifornimento. Una posizione netta, che ha costretto Washington a spostare parte della propria forza nel territorio del Regno Unito.

Sul fronte italiano, il quadro giuridico è regolato da una serie di memorandum d’intesa, molti dei quali classificati e mai resi pubblici, che stabiliscono le condizioni di utilizzo delle singole basi americane presenti sul territorio nazionale. È proprio in questo perimetro che si muove la decisione di Crosetto: non un atto di rottura, ma il rispetto di regole condivise che, evidentemente, in questo caso non erano state seguite.

La vicenda riporta alla memoria il 1985, quando il governo guidato da Bettino Craxi si oppose agli Stati Uniti nella crisi di Sigonella, sotto la presidenza di Ronald Reagan. Anche allora lo scontro riguardava la sovranità nazionale e la gestione delle basi militari sul territorio italiano. Quarant’anni dopo, la storia si ripete: stessa base, stessa domanda di fondo. Chi decide, sul suolo italiano, cosa può atterrare e cosa no?

La risposta, almeno questa volta, l’ha data Crosetto: decide l’Italia.

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