L’Italia si prepara ad affrontare una nuova ondata di maltempo che porterà un deciso cambio di scenario meteorologico su gran parte del territorio nazionale. Dopo un inverno relativamente mite, correnti fredde provenienti dai Balcani stanno investendo la penisola, portando con sé piogge, nevicate e un brusco calo delle temperature che metterà a dura prova anche il settore agricolo.
L’Italia risulta letteralmente divisa in due dal punto di vista meteorologico. Al Nord si registra un contesto prevalentemente stabile e asciutto, con qualche eccezione sulle Alpi occidentali e sull’Appennino emiliano. Al Centro-Sud, invece, domina l’instabilità con fenomeni intensi concentrati soprattutto su Abruzzo, Molise, Puglia e regioni del medio Adriatico.
L’elemento più caratterizzante di questa perturbazione è rappresentato dal ritorno della neve a quote relativamente basse per il periodo. Sull’Appennino centrale i fiocchi bianchi scenderanno fino a 600-700 metri di altitudine, in particolare tra Abruzzo e Molise, mentre sul resto della dorsale appenninica la quota neve si attesterà attorno ai 900-1000 metri. Si tratta di un fenomeno significativo considerando che siamo già a metà marzo, periodo in cui normalmente le temperature iniziano a salire in modo costante.
I venti rappresentano un altro fattore di criticità di questa fase meteorologica. Soffiano con intensità la Bora e il Grecale, con raffiche che in Toscana centrale raggiungeranno i 40-50 chilometri orari in pianura, fino a toccare punte di 80-100 chilometri orari nelle zone montuose. Le province più interessate dal vento forte sono quelle di Firenze, Grosseto, Livorno, Lucca, Pisa, Pistoia, Prato e Siena, dove la Protezione civile regionale ha emesso un’allerta di codice giallo per rischio vento.

La Calabria, reduce dalla quinta ondata di maltempo dall’inizio dell’anno, vede finalmente un ridimensionamento dell’allerta da arancione a gialla. Nelle ultime 24 ore i livelli di pioggia si sono abbassati sensibilmente, scendendo sotto i 50 millimetri in quasi tutte le zone di rilevazione. Tuttavia le preoccupazioni riguardano ora la tenuta dei terreni saturi di acqua, che potrebbero riservare ulteriori cedimenti. Nel Comune di Crosia e nella frazione di Mirto le squadre della Protezione civile sono ancora all’opera per rimuovere acqua e fango dagli scantinati dopo frane e allagamenti.
L’Abruzzo è tra le regioni più colpite da questa nuova perturbazione. Il Centro funzionale regionale ha diramato un’allerta meteo a seguito del bollettino della Protezione civile nazionale che indica, dal pomeriggio del 17 marzo e per le successive 24-36 ore, precipitazioni sparse anche sotto forma di rovesci o temporali, in estensione da Puglia ad Abruzzo, Molise e Marche. I fenomeni saranno caratterizzati da forte intensità con raffiche di vento, grandinate e attività elettrica. Per la giornata del 18 marzo sono previste nevicate attorno ai 700-900 metri.
Complessivamente sono nove le regioni interessate da allerta gialla per maltempo, con particolare attenzione al versante adriatico e alle aree interne del Centro-Sud. La circolazione depressionaria insisterà soprattutto sulle regioni meridionali peninsulari, con tempo instabile e spesso perturbato su Basilicata, Puglia, Campania e Calabria, oltre che sulla Sicilia nordorientale.
Un aspetto particolarmente preoccupante di questa fase fredda riguarda l’agricoltura. Il deciso calo termico, soprattutto nelle ore notturne, porterà gelate diffuse che potrebbero mettere a rischio le colture e i frutteti in una fase delicata della stagione. Con l’arrivo della primavera molte piante sono già in fase di germogliamento e fioritura, rendendo i tessuti vegetali particolarmente vulnerabili alle basse temperature.
Le previsioni per i prossimi giorni non mostrano un rapido miglioramento della situazione. Il prossimo weekend vedrà ancora un flusso di correnti orientali verso Europa e Mediterraneo, con una nuova goccia fredda retrograda che potrebbe transitare oltralpe. Esiste la possibilità di un ulteriore peggioramento tra domenica e lunedì, con temperature che si manterranno in media o poco sotto, garantendo un clima relativamente freddo per il periodo.
Anche per la settimana successiva gli ultimi aggiornamenti dei centri meteorologici non escludono nuovi affondi freddi verso il Mediterraneo, configurando uno scenario di instabilità prolungata che potrebbe protrarsi fino alla fine del mese. La seconda parte di questa settimana vedrà residua instabilità sulle regioni meridionali, mentre altrove il tempo risulterà più asciutto ma con temperature comunque di qualche grado sotto la media stagionale.
Per quanto riguarda le temperature massime, dopo l’apice della fase fredda raggiunto tra il 17 e il 18 marzo, si prevede un generale aumento nei giorni successivi, anche se i valori rimarranno inferiori rispetto alle medie del periodo. Il Nord beneficerà per primo di questo lieve miglioramento termico, mentre al Sud le condizioni più fresche persisteranno più a lungo a causa della persistenza della circolazione depressionaria.



