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Home » Attualità » “Angelo io? Decisamente no”, la risposta della premier Meloni sull’opera a San Lorenzo in Lucina spiazza tutti

“Angelo io? Decisamente no”, la risposta della premier Meloni sull’opera a San Lorenzo in Lucina spiazza tutti

La premier Meloni ironizza sulla presunta somiglianza con un angelo restaurato a San Lorenzo in Lucina. La Soprintendenza indaga sull'intervento.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino31 Gennaio 2026
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dettaglio affresco san lorenzo in lucina
Dettaglio affresco San Lorenzo in Lucina (fonte: YouTube)

“No, decisamente non somiglio a un angelo”. Con queste parole su Instagram, Giorgia Meloni ha commentato con ironia la vicenda che sta facendo discutere Roma: un restauro nella basilica di San Lorenzo in Lucina che avrebbe dato a uno degli angeli custodi della tomba di Umberto II lineamenti sorprendentemente simili ai suoi.

 

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La scoperta ha innescato le verifiche della Soprintendenza, che ha disposto un sopralluogo per confrontare il lavoro con i documenti d’archivio. L’obiettivo è stabilire se il restauratore abbia davvero ripristinato l’opera così com’era in origine, oppure se abbia introdotto modifiche non autorizzate. Secondo i tecnici, infatti, qualsiasi intervento su beni vincolati richiede un’autorizzazione preventiva che in questo caso potrebbe non essere stata richiesta.

Il responsabile del lavoro è Bruno Valentinetti, che si presenta come sacrestano e decoratore, descritto in parrocchia come un volontario che frequenta la chiesa ogni mattina. Valentinetti ha firmato l’opera su un cartiglio con la scritta latina “Instauratum et exornatum, Bruno Valentinetti AD MMXXV”. Interrogato sulla somiglianza, si è difeso: “Chi dice che assomiglia a Meloni? Ho fatto il restauro di quello che c’era 25 anni fa”.

Anche monsignor Daniele Micheletti, rettore del Pantheon e della basilica, ha ammesso di vedere una certa somiglianza con la premier. Ha spiegato di aver chiesto che la cappella fosse restaurata esattamente come in origine, ma di non sapere se i lineamenti attuali corrispondano davvero a quelli precedenti.

Il monumento funebre celebra Umberto II, l’ultimo re d’Italia, che scelse l’esilio invece della guerra civile dopo il referendum che portò alla Repubblica. Due angeli vegliano sulla tomba: uno di questi ora presenta un volto femminile contemporaneo che regge un cartiglio con l’Italia disegnata, mentre l’altro porge la corona al sovrano.

Dalle ricerche online emergono altri lavori decorativi attribuiti a Valentinetti, tra cui interventi già nel 2002 nella stessa cappella e collaborazioni fuori dall’ambiente ecclesiastico, come presso la residenza di Macherio di Silvio Berlusconi. Risulta anche una sua candidatura politica nel I Municipio di Roma con La Destra-Fiamma Tricolore, anche se lo stesso Valentinetti dichiara di non ricordarlo.

La Soprintendenza farà chiarezza nei prossimi giorni, quando potrà accedere agli archivi documentali. Se l’intervento non risulterà conforme all’originale, l’ente potrà richiedere il ripristino, anche se si tratta di una decorazione e non di un’opera d’arte di primo piano.

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