Ieri, nella Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica a Roma, si è tenuta una conferenza pubblica dedicata alla cosiddetta “macchina di Majorana”. Un’iniziativa, promossa dal vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio, esponente della Lega ed ex ministro delle Politiche agricole, che sta facendo discutere e non poco perché questo strumento è legato a teorie prive di fondamento scientifico. Andiamo con ordine. Siamo nel 1938, anno in cui il brillante fisico Ettore Majorana, tra i protagonisti del celebre gruppo dei “ragazzi di via Panisperna”, il laboratorio dove si posero le basi degli studi sull’energia nucleare, scomparve misteriosamente. La sua sparizione rimane uno dei casi irrisolti più affascinanti della storia italiana, alimentando nel tempo ipotesi di fuga volontaria, rapimento o suicidio.
Vent’anni dopo la scomparsa, l’imprenditore Rolando Pelizza sostenne di aver incontrato Majorana in un monastero dell’Italia meridionale. Secondo il suo racconto, il fisico avrebbe continuato le sue ricerche in segreto, sviluppando una macchina rivoluzionaria basata su una “nuova fisica”, diversa da quella conosciuta. Questo dispositivo sarebbe capace di annichilire la materia, produrre energia infinita, trasformare materiali comuni in oro e persino ringiovanire le persone.
Rolando Pelizza dichiarò di aver ricevuto direttamente da Majorana l’incarico di costruire il dispositivo. Fino alla sua morte, avvenuta nel 2022, ha continuato ad affermare di averne verificato l’efficacia, sostenendo però di essere stato ostacolato da “poteri forti” interessati a mantenere nascosta questa tecnologia rivoluzionaria. Ed eccoci ai giorni nostri. In effetti, una storia del genere, in un momento storico come quello attuale dove le fake news spopolano, si presta a decine di interpretazioni.

Nelle descrizioni diffuse dai sostenitori, la “macchina di Majorana” sarebbe un cubo metallico di circa 50 centimetri di lato, alimentato con soli 40 watt ma capace di generare milioni di megawatt all’anno. Oltre alla produzione di energia, potrebbe distruggere scorie nucleari, trasformare l’anidride carbonica in ozono e ringiovanire i corpi umani. Promesse straordinarie che però violano direttamente i principi fondamentali della fisica.
Sul piano scientifico, infatti, non esiste alcuna evidenza verificabile dell’esistenza di questa macchina. Per quanto un’ipotesi del genere sia affascinante, dunque, Rolando Pelizza non ha mai prodotto prove verificabili e riproducibili né del suo rapporto con Ettore Majorana né dell’efficacia del dispositivo. Quindi, al momento, non ha senso tutto questo. Perché allora parlarne in un luogo così importante come il Senato? La risposta non c’è, di sicuro gli esperti di divulgazione scientifica si sono detti preoccupati per una legittimazione così altisonante di una questione affatto scientifica.



