Un boato di gioia ha attraversato l’Aula della Camera dei Deputati nel pomeriggio del 25 marzo 2026, quando le agenzie di stampa hanno battuto la notizia delle dimissioni della ministra Daniela Santanchè. L’applauso scrosciante dei banchi dell’opposizione ha colto di sorpresa il vicepresidente di turno Giorgio Mulè, che inizialmente non aveva compreso la ragione di tale entusiasmo.
“Non capivo, pensavo applaudiste me… poi ho visto le agenzie e ho capito“, ha commentato con ironia Mulè, chiarendo l’origine della reazione dopo aver controllato il proprio telefono. La scena ha rappresentato il momento culminante di una giornata politicamente molto tesa, caratterizzata da scontri serrati tra maggioranza e opposizione.
#intanto Dimissioni Santanchè, Mulè colto di sorpresa dagli applausi dei deputati: “Ho capito ora…”. https://t.co/dBODHvhjJB
— La7 (@La7tv) March 25, 2026
La decisione della ministra del Turismo di lasciare l’incarico è arrivata dopo le indicazioni ricevute dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Le opposizioni avevano chiesto con insistenza le dimissioni di Santanchè, arrivando a presentare una mozione di sfiducia calendarizzata per il 30 marzo, passaggio che ora non sarà più necessario.
Nella lettera di dimissioni indirizzata alla premier, Santanchè ha scritto: “Cara Giorgia ti rassegno, come hai ufficialmente auspicato, le mie dimissioni dal ruolo di ministro che avevi voluto affidarmi e che credo di avere svolto al meglio delle mie possibilità e senza alcuna controindicazione. Mi premeva e mi preme sottolineare che ad oggi il mio certificato penale è immacolato e che per la vicenda della cassa integrazione non vi è nemmeno un semplice rinvio a giudizio“.
La mattinata era stata scandita da uno scontro politico serrato, con dichiarazioni alle agenzie e interventi sui social network. L’opposizione ha continuato a incalzare il Governo, mentre la ministra era rimasta al lavoro presso il Ministero del Turismo senza rilasciare dichiarazioni ai giornalisti presenti. Il colpo di scena finale è arrivato nel tardo pomeriggio, quando l’annuncio ufficiale ha dato il via alla manifestazione di giubilo documentata in Aula.



