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Home » Attualità » Attacco ad Amsterdam: esplosione davanti a una scuola ebraica. Spunta la pista del terrorismo sciita

Attacco ad Amsterdam: esplosione davanti a una scuola ebraica. Spunta la pista del terrorismo sciita

Un ordigno esplode di notte davanti a una scuola ebraica ad Amsterdam. La sindaca Halsema denuncia un attacco deliberato. Un gruppo sciita ha rivendicato il gesto.
RedazioneDi Redazione14 Marzo 2026Aggiornato:14 Marzo 2026
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mano poliziotto con ricetrasmittente
mano poliziotto con ricetrasmittente (FreePik)
Mentre il Medio Oriente brucia sotto i raid americani, l’onda d’urto del conflitto raggiunge l’Europa. Nella notte tra venerdì e sabato 14 marzo 2026, un ordigno è esploso davanti alla scuola ebraica di Zeelandstraat, nel quartiere residenziale di Buitenveldert, nella zona sud di Amsterdam. L’edificio ha riportato danni limitati e nessuno è rimasto ferito. Un gruppo sciita di recente formazione, che si fa chiamare Ashab Al Yamim, ha rivendicato sia l’esplosione di Amsterdam sia quella avvenuta due giorni prima a Rotterdam.  Il gruppo ha diffuso un video online che mostrerebbe la piccola deflagrazione seguita da un incendio all’esterno della scuola. Le autorità olandesi stanno verificando l’autenticità della rivendicazione. La sindaca Femke Halsema ha definito l’episodio un attacco deliberato contro la comunità ebraica. Polizia e vigili del fuoco sono intervenuti in pochi minuti sul posto, transennando l’area per avviare i rilievi del caso.
Una veduta di Amsterdam
Una veduta di Amsterdam (fonte: Unsplash)

L’episodio di Amsterdam non è un caso isolato. Soltanto due giorni prima, giovedì 12 marzo, un altro ordigno era esploso nei pressi di una sinagoga nel centro di Rotterdam, fortunatamente senza causare vittime. Nelle ore successive all’attentato all’edificio olandese, la polizia aveva fermato quattro sospettati dopo aver notato un’automobile che si aggirava in modo sospetto vicino a un’altra sinagoga della stessa città.

La rapidità dell’intervento ad Amsterdam non è stata casuale: le forze dell’ordine avevano già alzato il livello di allerta e potenziato la sorveglianza intorno alle istituzioni della comunità ebraica proprio a seguito dei recenti episodi a Rotterdam. La polizia, la magistratura e la stessa Halsema considerano l’accaduto un attacco mirato e lo stanno trattando con la massima serietà.

L’ondata di violenze non si è fermata ai confini olandesi. Lunedì scorso, una sinagoga nella città belga di Liegi è stata colpita da un’esplosione che ha provocato un incendio, senza fare feriti. Qualche giorno prima, negli Stati Uniti, un cittadino americano di origine libanese ha speronato con la propria automobile una sinagoga a West Bloomfield Township, vicino a Detroit, nel Michigan. All’interno del centro si trovavano 140 bambini. L’uomo era armato di fucile: nessun civile è rimasto ferito, ma l’aggressore è stato ucciso dagli agenti intervenuti sul posto. Le autorità federali americane hanno classificato l’episodio come un atto di violenza con movente antisemita.

Gli esperti di sicurezza collegano questa escalation al deterioramento del clima internazionale seguito agli attacchi congiunti di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, avvenuti nelle settimane precedenti. La risposta militare di Teheran ha innescato una spirale di tensione che, secondo gli analisti, starebbe alimentando episodi di violenza anche in Europa, dove le comunità ebraiche chiedono da tempo una protezione più robusta. Istituzioni, scuole e sinagoghe in tutto il continente hanno rafforzato le misure di sicurezza.

Al momento, nessun arresto è stato ancora comunicato in relazione all’esplosione di Amsterdam. Le forze dell’ordine stanno lavorando per identificare l’autore materiale del gesto, anche attraverso l’analisi delle riprese di sorveglianza. In parallelo, viene verificata l’attendibilità della rivendicazione del gruppo Ashab Al Yamim. Le autorità olandesi hanno ribadito l’impegno a garantire la sicurezza di tutte le istituzioni della comunità ebraica sul territorio nazionale, mentre le indagini proseguono senza sosta.

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