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Home » Attualità » Barbara D’Urso porta Mediaset in tribunale: in gioco fino a 20 milioni di euro

Barbara D’Urso porta Mediaset in tribunale: in gioco fino a 20 milioni di euro

La conduttrice fa causa per diritti d'autore e danni d'immagine. In gioco fino molti milioni di euro dopo 20 anni di collaborazione.
RedazioneDi Redazione23 Aprile 2026
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Barbara D'Urso
Barbara D'Urso a Domenica In (YouTube)

Se ne parlerà e tanto anche. Dopo tre anni dall’uscita forzata dagli studi del Biscione, Barbara D’Urso ha deciso di portare in tribunale Mediaset. La notizia, riportata da La Stampa, rappresenta la fine definitiva di un rapporto professionale durato oltre vent’anni e l’inizio di una battaglia legale che potrebbe valere milioni di euro.

Tutto comincia con una separazione progressiva tra le due parti, segnata dal ridimensionamento della conduttrice napoletana, dalla cancellazione di alcuni programmi storici, nonché della mancata riconferma alla guida di Pomeriggio Cinque. Il rapporto si è definitivamente chiuso alla fine del 2023, alla scadenza naturale del contratto.

D’Urso avrebbe tentato una procedura di mediazione che si è conclusa con un nulla di fatto. Nessun accordo è stato trovato tra le parti e, come precisato dalle fonti, non si sarebbe trattata di una questione puramente economica. Per D’Urso la battaglia sarebbe prima di tutto una questione di principio e di rispetto per la propria carriera.

 

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Al centro del contenzioso ci sarebbe innanzitutto un episodio risalente al marzo 2023. La conduttrice attende ancora le scuse per un post social del profilo ufficiale Qui Mediaset, di proprietà dell’azienda, nel quale veniva pesantemente ingiuriata. Mediaset ha sempre sostenuto che il profilo era stato hackerato, ma il silenzio dell’azienda di fronte a un’offesa del genere rappresenterebbe una ferita ancora aperta.

Secondo i legali della D’Urso, questa non sarebbe l’unica violazione del Codice Etico Mediaset. La causa tocca infatti tasti tecnici ed economici che riguardano la maternità creativa dei programmi che hanno fatto la storia di Canale 5, conquistando moltissimi telespettatori. Per questo, gli avvocati contestano il mancato corrispettivo dei diritti d’autore per tutti i programmi firmati come autrice in 16 anni di lavoro e per il format di sua proprietà, Live Non è la D’Urso. Una questione che potrebbe avere un peso economico rilevante considerando la lunga collaborazione e il successo di molte delle trasmissioni condotte.

Un altro fronte della disputa riguarda le presunte limitazioni dell’autonomia editoriale. Secondo quanto riportato, Barbara D’Urso avrebbe avuto l’obbligo di far approvare preventivamente l’elenco di tutti gli ospiti di tutte le sue trasmissioni alle produzioni di Maria De Filippi e Silvia Toffanin, due figure chiave dell’universo Mediaset e vicinissime all’amministratore delegato Pier Silvio Berlusconi (Toffanin è la sua compagna di vita).

Insomma, il quadro descritto parla di un ambiente lavorativo caratterizzato da gerarchie interne molto rigide che avrebbero limitato la libertà creativa e professionale della presentatrice.

Difficile, ora, quantificare l’eventuale risarcimento economico che spetterebbe a D’Urso, di certo si parla di cifre con tanti zeri visto che una conduttrice di prima fascia, con programmi quotidiani e prime time affidati, può arrivare a percepire compensi annui nell’ordine di 1-2 milioni di euro. Al di là dell’aspetto economico, però, la causa ha un valore simbolico.

Come per tutte le grandi cause, il verdetto finale potrebbe arrivare dopo anni e avere ripercussioni importanti.

 

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