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Home » Attualità » Bonus Renzi 2026: scopri se hai diritto a 100 euro in più ogni mese (e come ottenerli)

Bonus Renzi 2026: scopri se hai diritto a 100 euro in più ogni mese (e come ottenerli)

Il trattamento integrativo è confermato per il 2026: fino a 1.200 euro annui per i lavoratori dipendenti. Ecco chi ne ha diritto, quanto vale e cosa fare se non arriva.
RedazioneDi Redazione16 Marzo 2026
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salvadanaio
salvadanaio (fonte: Unsplash)

Il cosiddetto bonus Renzi non è sparito. Anche nel 2026 è in vigore e può portare fino a 100 euro netti al mese in più direttamente nello stipendio di milioni di lavoratori dipendenti italiani. Non è un regalo da chiedere: in molti casi arriva in automatico, senza fare nulla. Ma bisogna capire se si rientra nei requisiti e marzo è il mese giusto per verificarlo.

Il trattamento integrativo, questo il suo nome tecnico, è un beneficio fiscale introdotto nel 2014 dal governo Renzi. L’obiettivo era semplice: ridurre il peso delle tasse su chi guadagna poco o nella media. Lo Stato, in pratica, restituisce parte dell’Irpef pagata, e lo fa ogni mese attraverso il datore di lavoro, che aggiunge la somma direttamente in busta paga. Il riferimento normativo è l’articolo 1 del DL 3/2020, ancora in vigore.Il meccanismo funziona così: se le detrazioni fiscali per lavoro dipendente sono inferiori all’imposta lorda dovuta, si genera un credito fiscale. Questo credito viene anticipato dal datore di lavoro e poi recuperato dallo Stato. Il risultato per il lavoratore è uno stipendio più alto ogni mese. Fino a 1.200 euro in un anno. In molti casi, senza dover fare nulla.

Il bonus non è per tutti. La principale condizione riguarda il reddito annuo complessivo. Esistono tre fasce:

Fascia di reddito Bonus spettante Condizioni
Fino a 15.000 € Fino a 1.200 € annui (100 €/mese) Solo se l’imposta Irpef supera le detrazioni da lavoro
Da 15.000 a 28.000 € Importo variabile, fino a 1.200 € Solo se le detrazioni fiscali superano l’Irpef lorda
Oltre 28.000 € Nessun bonus Non spetta in nessun caso

Ogni anno, il mese di marzo è quello in cui il datore di lavoro effettua il conguaglio fiscale dell’anno precedente. In pratica, vengono confrontate le tasse trattenute durante il 2025 con quelle effettivamente dovute. Se è stato trattenuto troppo, la differenza torna in busta paga sotto la voce “conguaglio fiscale anno precedente”. Per molti, marzo è il mese con lo stipendio più alto dell’anno.

A questo si aggiungono gli effetti del taglio del cuneo fiscale, stabilizzato dalla legge di bilancio. Per chi guadagna meno di 25.000 euro annui, l’esonero contributivo è del 7%, con un risparmio che può arrivare a circa 80–90 euro al mese. Nella fascia tra 25.000 e 35.000 euro, l’esonero scende al 6%, con un beneficio medio di 60–75 euro. Il 2026 introduce inoltre un sistema di decalage: chi supera la soglia dei 35.000 euro non perde tutto di colpo, ma il beneficio si riduce gradualmente.

persona che conta i soldi
persona che conta i soldi (fonte: Unsplash)

Le lavoratrici con almeno due figli (il più piccolo con meno di 10 anni) oppure con tre o più figli (il più piccolo sotto i 18 anni) possono accedere a un ulteriore esonero contributivo che può valere fino a 250 euro lordi al mese. Se la domanda è stata presentata all’inizio dell’anno, a marzo potrebbero arrivare anche gli arretrati di gennaio e febbraio.

Non è raro che qualcosa non torni. Se lo stipendio di marzo è inferiore alle aspettative, ecco come comportarsi:

  • 1. Controllare il modello CU per verificare che i redditi del 2025 siano riportati correttamente.
  • 2. Verificare che il datore di lavoro stia applicando le detrazioni per figli a carico o per lavoro dipendente.
  • 3. Se c’è un errore del sostituto d’imposta, richiedere un ricalcolo immediato oppure recuperare la somma con il modello 730, disponibile da maggio 2026.
  • 4. Chi ha avuto più datori di lavoro durante il 2025 potrebbe trovarsi con un conguaglio a debito: i redditi sommati potrebbero aver superato la soglia senza che le tasse siano state trattenute correttamente.

Chi non riceve il bonus mensilmente, infine, può recuperarlo tutto in una volta a fine anno tramite la dichiarazione dei redditi presentando domanda all’Agenzia delle Entrate. Il diritto non decade: basta non dimenticarselo.

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