Il Natale appena trascorso è stato amaro per Nathan e Catherine Trevallion, la coppia anglo-australiana protagonista della controversa vicenda della “famiglia nel bosco” nella provincia di Chieti. Per la prima volta hanno dovuto festeggiare lontano dai loro tre bambini, affidati dal tribunale a una casa famiglia. Nonostante tutto, durante gli incontri autorizzati hanno portato regali ai piccoli, cercando di mantenere un clima sereno e spiegando loro cosa sta accadendo.
La situazione è complessa: i genitori hanno ricevuto due bocciature consecutive, sia dalla Corte d’Appello che dal Tribunale per i minorenni, che hanno negato il ricongiungimento familiare. Ma ora potrebbe aprirsi uno spiraglio grazie all’arrivo di un nome pesante: Tonino Cantelmi, scelto come consulente dalla difesa della coppia.
Cantelmi non è uno psichiatra qualunque. Professore alla prestigiosa Università Gregoriana di Roma, rappresenta un’autorità riconosciuta nel panorama italiano della psichiatria. La sua carriera parla chiaro: nel 2020 Papa Francesco lo ha personalmente nominato membro del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, uno degli organismi vaticani più importanti. Dal 2022 fa parte del Comitato Nazionale per la Bioetica, dove coordina i lavori su tecnologie emergenti e salute mentale.
Cattolico praticante, Cantelmi è stato un vero pioniere: nel 1998 ha presentato il primo studio italiano sulla dipendenza da Internet, aprendo un campo di ricerca allora completamente inesplorato nel nostro Paese. Oggi dirige l’Istituto di Terapia Cognitivo Interpersonale a Roma e guida come direttore sanitario e scientifico l’Opera Don Guanella, una struttura d’eccellenza che assiste oltre 400 persone con disabilità cognitive e autismo.
Il suo curriculum include anche incarichi istituzionali di primo piano: ha collaborato con il Consiglio Superiore della Magistratura, con la Direzione Italiana Antimafia per valutazioni psicologiche su boss criminali, ed è perito del Tribunale della Sacra Rota dal 1998. Sposato con cinque figli, Cantelmi porta nella vicenda non solo competenze tecniche ma anche un’esperienza personale di genitorialità.

La storia è iniziata quando i tre bambini hanno contratto una grave intossicazione da funghi che ha reso necessario un intervento d’urgenza al pronto soccorso. Da quel momento è iniziata una serie di eventi che ha portato all’allontanamento dei minori dai genitori.
Le accuse del tribunale sono molteplici e circostanziate. Il primo episodio contestato riguarda proprio l’emergenza funghi: i genitori hanno rifiutato il sondino naso-gastrico per i bambini, probabilmente perché il dispositivo era realizzato in materiali sintetici come silicone o poliuretano, in contrasto con i loro principi di vita naturale. Successivamente Catherine ha rifiutato di curare con antibiotici la bronchite della figlia di sei anni.
Il tribunale ha evidenziato che i piccoli avevano ricevuto la prima visita pediatrica solo dopo l’intervento delle autorità, sollevando dubbi sull’assistenza sanitaria ordinaria ricevuta. Inoltre i bambini non erano mai stati vaccinati e frequentavano la scuola parentale senza attività di doposcuola.
Altri problemi hanno riguardato l’abitazione: situata in zona boschiva, presentava infissi traballanti e spifferi invernali, e mancavano le autorizzazioni edilizie previste per le modifiche effettuate, anche se questa questione pare ora in via di risoluzione. Infine, i Trevallion avrebbero mostrato difficoltà ad accettare le regole della casa famiglia dove ora vivono i bambini, dalle norme igieniche agli orari stabiliti.
Il ruolo di Cantelmi non si limiterà alla consulenza tecnica sugli aspetti psicologici. L’obiettivo dichiarato dalla difesa è cambiare approccio: meno rigidità, più disponibilità al compromesso. Una strategia che passa anche attraverso la comunicazione mediatica del caso.
Parallelamente, la psicologa Simona Ceccoli, nominata dal tribunale, dovrà esaminare tutta la documentazione e valutare la serie di rifiuti espressi dalla coppia dall’inizio della vicenda. Il suo lavoro, affiancato dalla consulenza di Cantelmi, sarà decisivo per capire se i numerosi “no” pronunciati dai Trevallion potranno trasformarsi in “sì”.



