Pantone ha annunciato il suo colore dell’anno per il 2026: il Cloud Dancer, ossia un bianco vanigliato e soffice che ricorda l’interno di un marshmallow. È la prima volta in 26 anni di previsioni che l’istituto sceglie una tonalità di bianco, descritta ufficialmente come PANTONE 11-4201. Una scelta che vuole rappresentare un’influenza calmante in una società frenetica e offrire una tela bianca su cui ricominciare da zero.
Secondo Laurie Pressman, vicepresidente del Pantone Color Institute, la selezione non mira a dettare tendenze ma a catturare l’umore globale subliminale. L’istituto, infatti, si affida a un team di antropologi del colore che analizzano cultura, moda, arte, cinema, viaggi ed esposizioni in città come San Paolo, Tokyo, Londra e New York. I loro risultati per il 2025 indicano un mondo sopraffatto dal rumore costante e dall’iperconnettività, con uno spostamento collettivo verso la serenità.
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Lee Eiseman, direttore esecutivo del Pantone Color Institute, spiega anche che Cloud Dancer esprime proprio l’aspirazione a un futuro libero da tossicità ed eccessi. In una cultura del lavoro incessante, con stimoli provenienti da ogni direzione, si cerca sollievo e disconnessione. I colori, così, diventano più delicati, rispecchiando il desiderio di semplicità e autenticità. La tonalità scelta evoca l’immagine di nuvole bianche soffici e intende indurre sensazioni di spaziosità, intrecciando funzione e sentimento per creare atmosfere di serenità.
Tuttavia, la scelta ha suscitato perplessità e discussioni inaspettate. Alcuni osservatori hanno notato che, dato il recente discorso politico e lo smantellamento di programmi per la diversità, la scelta del bianco in un anno in cui si dibatte sulla vicinanza a movimenti nazionalisti bianchi potrebbe assumere connotazioni scomode. Anche se Pantone intende comunicare pace, unità e coesione, alcune interpretazioni potrebbero divergere da queste intenzioni originali.
Nel settore della moda, però, questo colore incarna silhouette fluide e tessuti naturali come le piume. Una tendenza, questa, già evidente. Numerose piume, infatti, hanno caratterizzato il Met Gala di quest’anno, in modo particolarmente memorabile sulla straordinaria veste bianca di Diana Ross con un strascico lungo 18 piedi. Emma Stone, invece, ha sfoggiato un abito Louis Vuitton con orlo a bolle al Festival di Venezia, mentre la cantautrice Rosalía ha prediletto design bianchi, fluttuanti e puliti durante la promozione del suo acclamato album Lux.
Per quanto riguarda gli interni, invece, Cloud Dancer rappresenta chiarezza senza freddezza, struttura senza severità. Si abbina bene con materiali naturali come legno e pietra, fornendo una base moderna e pulita con spazio per giocare. È un supporto versatile per tonalità pastello e il contrasto definitivo per il nero.



