Oggi 20 gennaio 2026 l’Italia celebra la seconda edizione della Giornata Nazionale del Rispetto, una ricorrenza istituzionale che in pochi anni è diventata molto più di una data sul calendario scolastico. Istituita con la legge 70 del 17 maggio 2024 in memoria di Willy Monteiro Duarte, il ventunenne ucciso nel settembre 2020 a Colleferro mentre tentava di difendere un amico aggredito, questa giornata rappresenta oggi un punto di riferimento educativo e culturale per migliaia di scuole italiane.
La celebrazione del 2026 assume un significato particolare perché coincide con il decennale dell’associazione Nel Nome del Rispetto, che festeggia dieci anni di attività nella prestigiosa Sala Igea dell’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, a Roma. Il tema scelto per questa edizione è Dare voce al rispetto: linguaggio, responsabilità educativa, cittadinanza, che diventerà oggetto di ulteriori momenti di confronto in collaborazione con la Fondazione Treccani.
Tra i protagonisti dell’evento emerge una figura chiave: il giornalista Riccardo Maccioni, il cui articolo sul rispetto ha avuto un impatto straordinario durante l’esame di Stato del 2024. Il dato è impressionante: il 40,3% degli studenti maturandi ha scelto la traccia sul Rispetto, orientata proprio dal suo lavoro giornalistico. Un risultato che dimostra quanto il tema sia riuscito a entrare nella sensibilità dei giovani italiani, superando argomenti tradizionalmente più gettonati.
All’evento interverrà anche Vincenzo Alfieri, regista del film 40 secondi, incentrato sulla drammatica storia di Willy Monteiro. L’opera cinematografica contribuisce a mantenere viva la memoria del giovane e a trasformare la sua tragedia in un messaggio educativo permanente.
Secondo le indicazioni del Ministero dell’Istruzione, le scuole sono invitate a organizzare attività che affrontino i temi del rispetto reciproco, del contrasto al bullismo e al cyberbullismo, della prevenzione della violenza fisica, verbale e psicologica. L’obiettivo è creare un’occasione di riflessione collettiva sulla dignità della persona e sulla responsabilità nei rapporti quotidiani.
Oggi si celebra la Giornata del #Rispetto, una ricorrenza che ci invita a riflettere sul significato profondo che esso riveste per ogni persona e per la società intera: una riflessione che si impone in misura ancora maggiore dopo l’uccisione del giovane #Abanoub Youssef avvenuta… pic.twitter.com/SGiovnndBP
— Giuseppe Valditara (@G_Valditara) January 20, 2026
L’urgenza di questa iniziativa è stata sottolineata anche dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, che ha commentato la ricorrenza parlando di “un innegabile aumento della violenza tra i giovani”, anche in riferimento alla morte del giovane Youssef Abanoub, accoltellato da un compagno di scuola pochi giorni fa. Nella nota inviata ai dirigenti scolastici, il ministro ha evidenziato come una scuola ispirata alla Costituzione non possa prescindere dal porre la persona al centro dell’azione educativa. Il rispetto, come indicato dallo Statuto delle studentesse e degli studenti, è fondamento delle relazioni scolastiche e richiede reciprocità, consapevolezza e responsabilità.
Nel decimo anno di attività, l’associazione Nel Nome del Rispetto celebra un percorso di crescita che ha coinvolto un numero sempre maggiore di studenti, scuole, docenti e dirigenti scolastici. Ma l’impegno dell’associazione non si limita al mondo scolastico: il lavoro è stato portato avanti anche all’interno del sistema penitenziario, sia negli istituti di detenzione per adulti sia negli istituti penali minorili, dove il rispetto viene promosso come strumento concreto di responsabilizzazione, consapevolezza e rieducazione.
Tra le iniziative più significative dell’associazione spiccano la piantumazione degli “Alberi del Rispetto”, simboli tangibili di un impegno che mette radici nel territorio, e il riconoscimento conferito a operatori dell’amministrazione meritevoli. L’associazione ha sviluppato un format strutturato e replicabile, riconosciuto a livello istituzionale, che ha portato alla sottoscrizione di un protocollo d’intesa con il Ministero della Giustizia, al rafforzamento della collaborazione con il mondo penitenziario e alla firma del recente protocollo con la Polizia di Stato. È inoltre in via di definizione un accordo con il Ministero dell’Istruzione.
La Giornata del Rispetto è dunque un traguardo di grande importanza, raggiunto dopo anni di impegno costante. Una ricorrenza dal valore universale, in grado di racchiudere il senso profondo della pace e di dare significato e continuità alle altre giornate commemorative. Ogni istituto può declinare questa ricorrenza secondo la propria autonomia, scegliendo strumenti e linguaggi coerenti con il contesto specifico, ma l’obiettivo comune rimane quello di ribadire quanto sia fondamentale lavorare sul rispetto come base imprescindibile dei diritti e dei doveri.



