Qualche ora fa un presunto allarme crollo relativo alla Torre della Garisenda di Bologna ha scatenato una diffusione virale di notizie sui social, successivamente smentite dalle autorità competenti. Nonostante il tono allarmistico di alcuni canali, la realtà dei fatti conferma che non vi è stato alcun cedimento improvviso della torre, né alcun nuovo pericolo imminente rispetto a quanto già monitorato. Dunque, nessun pericolo di implosione per uno dei simboli più importanti della città. Si è trattato solo dell’Alert System scattato per sbaglio.
La Garisenda, però, già soggetta a interventi di consolidamento programmati, è costantemente osservata da un sistema di monitoraggio strutturale attivo 24 ore su 24. Le vibrazioni registrate, amplificate dal traffico urbano, e le microvariazioni di inclinazione vengono analizzate in tempo reale dal gruppo di esperti coordinato dal Comitato Scientifico Internazionale, istituito nel 2023 dopo il peggioramento delle condizioni statiche del monumento.
Costruita nel XII secolo, la torre presenta una pendenza di circa 4°, accentuatasi nel tempo per effetto del cedimento del terreno e delle sollecitazioni ambientali. Rispetto alla sua “gemella” Asinelli, si distingue per proporzioni più contenute (47 metri contro 97) e per una struttura in muratura che oggi mostra vulnerabilità nelle sezioni basali.

Proprio per questo, da qualche mese, il Comune ha già organizzato un piano di gestione della zona nel malaugurato caso di un crollo. Oltre agli altoparlanti e all’Alert System, c’è un sistema di monitoraggio multisensore operativo 24 ore su 24, 7 giorni su 7, che invia i dati di diagnostica in tempo reale a una control room, che monitora quotidianamente i valori.
Qualsiasi scenario, collasso per ribaltamento o implosione, sisma, esplosioni o attentati, collasso statico, ha la sua gestione. Il piano d’emergenza terrà conto anche di un possibile coinvolgimento della torre degli Asinelli con definizione del perimetro d’azione.
Dal punto di vista urbanistico, la Garisenda rappresenta un fulcro identitario del centro storico medievale, parte integrante della maglia urbana bolognese a scacchiera irregolare, e costituisce un vincolo paesaggistico tutelato. Ogni intervento deve rispondere ai criteri di compatibilità architettonica e reversibilità previsti dal Codice dei Beni Culturali.



