L’attrice Alexandra Paul, celebre per il ruolo di bagnina nella serie cult Baywatch, è stata arrestata domenica 15 marzo 2026 nel Wisconsin durante un’azione di protesta animalista. Insieme a un gruppo di circa venti attivisti, la sessantaduenne è accusata di violazione di domicilio presso la Ridglan Farms, una struttura nota per l’allevamento di cani destinati alla ricerca scientifica. Secondo l’ufficio dello sceriffo della contea di Dane, il gruppo avrebbe fatto irruzione nella proprietà intorno alle 8:30 del mattino con l’intento di sottrarre numerosi esemplari di razza beagle.
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Non è la prima volta che il nome di Alexandra Paul compare nei verbali della polizia per cause legate alla tutela degli animali. Già nel 2021, l’interprete di Stephanie Holden era finita in manette dopo aver tentato di “salvare” dei polli da un camion destinato al macello. In quell’occasione, il processo si concluse con un’assoluzione, ma l’episodio di pochi giorni fa conferma una transizione definitiva della star televisiva verso un attivismo di stampo radicale.
La Ridglan Farms, situata a Blue Mounds, è storicamente considerata uno dei principali centri statunitensi specializzati nell’allevamento di cani per la sperimentazione biomedica. Tuttavia, la struttura sta attraversando una fase di profonda trasformazione legale. In seguito a un accordo siglato nell’ottobre del 2025 con il Procuratore Distrettuale della Contea di La Crosse, l’azienda ha accettato di rinunciare alla licenza operativa rilasciata dal Dipartimento dell’Agricoltura del Wisconsin.
Questo significa che, a partire dal primo luglio 2026, la Ridglan Farms non potrà più vendere cani per fini di ricerca scientifica. Nonostante questa chiusura programmata sia già stata stabilita per legge, gli attivisti hanno deciso di intervenire subito, probabilmente per accelerare la liberazione degli animali ancora presenti nel sito.
L’intervento delle forze dell’ordine è stato immediato. Lo sceriffo Kalvin Barrett ha confermato che, durante l’operazione, sono stati sequestrati due veicoli, diversi attrezzi da scasso e altre prove che confermano la pianificazione del blitz. Sebbene alcuni dei beagle prelevati siano stati recuperati e riconsegnati alla struttura, molti altri risultano attualmente dispersi.
Le autorità locali hanno espresso comprensione per il forte legame emotivo che l’opinione pubblica nutre verso questi animali, ma hanno ribadito la necessità di agire entro i confini della legalità. “Rispettiamo il diritto di esprimere passione attraverso proteste pacifiche”, ha dichiarato lo sceriffo Barrett, “ma il nostro compito è intervenire in caso di attività illecite, incoraggiando l’uso di canali legali e costruttivi per segnalare dubbi sul benessere animale”.



