La Storia ha sicuramente più ironia di noi. Solo un anno fa l’affaire amoroso che ha coinvolto l’ex ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano e Maria Rosaria Boccia teneva banco ovunque, costringendo il giornalista alle dimissioni dall’importante ruolo istituzionale (e a una shitstorm non indifferente). Oggi, i due protagonisti si sfideranno a distanza per uno scranno nel Consiglio regionale della Campania. Sangiuliano, infatti, guiderà la lista di Fratelli d’Italia alle elezioni del 23 e 24 novembre. Mentre Boccia sarà candidata con la lista di Stefano Bandecchi.
La decisione, come ha rivelato lo stesso Sangiuliano in un’intervista al Corriere della Sera, è maturata nella scorsa primavera attraverso confronti con i vertici del partito. “Ne ho parlato con persone a me particolarmente amiche: Giovanni Donzelli, Ignazio La Russa e Arianna Meloni“, ha spiegato l’ex ministro, sottolineando di aver discusso anche con Edmondo Cirielli, candidato governatore del centrodestra in Regione.
Il rapporto con la premier Giorgia Meloni, apparentemente incrinato al momento delle dimissioni forzate, sembra essersi ricomposto. “Nessuna freddezza“, ha chiarito Sangiuliano, aggiungendo che la presidente del Consiglio, pur impegnata sui dossier internazionali, gli ha augurato: “In bocca al lupo, fai le cose per bene“.

Di contro, Maria Rosaria Boccia, l’imprenditrice candidata con Dimensione Bandecchi, il movimento del sindaco di Terni, ha raccontato un retroscena clamoroso: “Ho avuto interlocuzioni con tutti i partiti. Praticamente ho rifiutato l’offerta di candidarmi da parte di quasi tutti, meno uno: Fratelli d’Italia“. E ora possiamo capire perché. Interrogato sulla possibile sfida elettorale con Boccia, Sangiuliano ha mantenuto un profilo prudente: “Non dico nulla. Ho molta fiducia nella magistratura italiana. Basterà attendere che la giustizia faccia il suo corso“. Un riferimento esplicito al procedimento penale in corso, dopo che la Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per Boccia con le accuse di stalking e lesioni nei confronti dell’ex ministro.
La vicenda giudiziaria resta infatti un’ombra che aleggia sulla campagna elettorale di entrambi. Le dimissioni di Sangiuliano dal ministero della Cultura erano arrivate dopo settimane di polemiche sulla presenza di Boccia a eventi istituzionali e sulla sua mancata nomina a consigliera per i grandi eventi, un incarico che l’ex ministro aveva prima promesso e poi ritirato. La questione aveva sollevato interrogativi su possibili conflitti di interesse e sull’uso di risorse pubbliche, alimentando un dibattito mediatico che aveva travalicato i confini della politica per investire anche la sfera personale.
Ora la sfida si sposta sul terreno elettorale. Con la presentazione delle liste fissata per il 24 e 25 ottobre, la Campania si prepara a una campagna che vedrà confrontarsi candidature trasversali e inedite. Dall’altra parte dello schieramento, il centrosinistra punta su Roberto Fico, ex presidente della Camera del Movimento 5 Stelle, con cui Sangiuliano dice di aver parlato durante la cerimonia dello scioglimento del sangue di San Gennaro. “Mi ha chiesto: allora vieni in Regione? Gli ho risposto: può darsi. E lui: ma farai il bravo? Io: sarò la tua medicina amara“, ha raccontato con ironia.



